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18 gennaio 2022

Vittorio Veneto

L’ultimo bramito. Il primo ululato

La stagione degli amori per i cervi sta finendo. E gli ultimi bramiti rischiano di replicarsi sempre meno in futuro. Anche a causa di un predatore che sta nell’ombra...

| Emanuela Da Ros |

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| Emanuela Da Ros |

L’ultimo bramito. Il primo ululato

CANSIGLIO - L’amore si fa nel bosco. Lontano da occhi indiscreti? No: sotto gli ‘occhi’ (spesso impietosi) degli obiettivi fotografici e degli smartphone. Sotto la luce invadente dei fanali delle auto.

 

La stagione dell’amore. La ‘stagione degli amori’ per i cervi del Cansiglio sta finendo. Gli ultimi bramiti - richiami viscerali che hanno un’attrazione irresistibile anche per gli uomini - ormai echeggiano rari tra gli abeti e i faggi del Cansiglio, ma nelle ultime settimane hanno richiamato sull’altopiano decine di curiosi. Invadenti. “Quello che spesso è mancato - denuncia Toio de Savorgnani di Mountain Wilderness - è stato il rispetto.

 

Quest’anno l’affluenza in Cansiglio per ascoltare i bramiti dei cervi è stata notevole. E se è positiva l’attenzione a questo fenomeno, al ‘pulsare’ d’amore degli abitanti della foresta, dobbiamo rilevare che vi sono stati troppi atteggiamenti scorretti. Qualcuno si è avvicinato troppo ai cervi, o ha puntato impietosamente i fari delle auto verso di loro; qualcuno ha usato addirittura il megafono per riprodurre un suono simile al bramito che facesse da richiamo- trappola per le femmine, e alcuni fotografi sono arrivati a offrire pane ai cervi pur di abbordarli.

 

Insomma vi è stato un eccesso di pressione con scarso rispetto per animali che, ricordiamocelo, sono selvatici.” Toio spiega che, a causa di comportamenti scorretti, carabinieri e forestali sono arrivati a elevare delle contravvenzioni ‘per disturbo alla quiete degli animali’. Avvenuto nonostante i numerosi avvisi, affissi nella foresta, che invitavano i turisti a seguire da lontano i rituali di accoppiamento.

 

 

 

La stagione della paura. E mentre i cervi si apprestano a sedare un istinto che è legato soprattutto alla riproduzione (i bramiti cesseranno del tutto fra qualche giorno), si rincorrono voci e ipotesi - non felici - sulla loro presenza in Cansiglio. Se fino allo scorso anno si discuteva sulla necessità di controllare l’aumento della popolazione di cervi sull’altopiano, ora qualcosa è cambiato. I cervi stanno probabilmente migrando nei territori limitrofi al Cansiglio.

 

Il bramito, per esempio, ora risuona in Alpago o in zone del Friuli dove non albergava. La ragione? Pare ve ne sia più di una. Le recinzioni dei pascoli hanno privato i cervi di aree che offrivano loro cibo (il bosco non è una ‘dispensa’ ideale), il bracconaggio ha portato all’eliminazione di parecchi maschi, che sembrano sempre più rari, e soprattutto c’è qualcosa - nel fitto del bosco - che spaventa i cervi. Si sospetta del lupo.

 

Secondo gli esperti, negli anni passati era frequente incontrare i cervi in località prossime al piano, come ‘i Pic’ o ‘i Bec’. Oggi, in queste zone, i cervi latitano. Il loro comportamento è cambiato. E forse il predatore che li spaventa è proprio il lupo. Gli ultimi bramiti potranno essere spenti dai primi ululati. Alla fine, la foresta potrebbe trovare un suo equilibrio. Senza lo ‘zampino’ dell’uomo.

 


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Emanuela Da Ros

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