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20 maggio 2024

Castelfranco

L’ex Base Nato non esiste più ora si passa al restauro del Sacrario Militare di Cima Grappa

Conclusi i lavori di abbattimento dell’edificio e degli annessi ma il progetto complessivo è ben più ambizioso

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

ex Base Nato, Cima Grappa

PIEVE DEL GRAPPA – Finalmente! Una scelte condivisa da tutti, quella di abbattere l’ex Base Nato di Cima Grappa ed ora si è concretizzata. Il 31 maggio sono stati, infatti, ultimati i lavori per lo smantellamento del sito con la demolizione degli ultimi edifici accessori e di un traliccio per apparati tecnici ubicati nell’ampio ambito i pertinenza della zona monumentale. Nel dettaglio, lo scorso 23 maggio le unità del genio hanno provveduto a ricollocare i detriti e il 31 maggio i lavori sono stati dichiarati conclusi. Sopra i detriti è stato steso terreno vegetale idoneo per il ripristino ambientale del sito e per la crescita dell’erba. Insomma, le cose sono state fatte a dovere per restituire quell’ambito alle bellezze di Cima Grappa.

“L’intervento di demolizione, che rientra nell’ambito del più ampio progetto del restauro conservativo del Sacrario Militare di Cima Grappa e di ripristino del decoro di parti adiacenti destinati a spazi espositivi, era iniziato nell’ottobre del 2021 con il concorso degli assetti specialistici del 2° Reggimento Genio Guastatori dell’Esercito – spiega una nota dell’Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della difesa, del Ministero della Difesa -. Erano stati sospesi nell’inverno del 2021 a causa della neve e poi, di nuovo, nell’estate del 2022 per tutelare la locale biodiversità faunistica. Sono ripresi il 12 settembre 2022. Il 7 ottobre 2022 aveva avuto avvio la macinazione dei detriti delle strutture abbattute poi sospesa per la caduta della neve lo scorso inverno. Si è svolta poi l’analisi dei detriti che sono risultati compatibili con i valori previsti dalle legge e, pertanto, depositati in sito per coprire i vuoti creati dalla demolizione”.

“L’obiettivo è stato quello di restituire alla montagna del Grappa il suo naturale aspetto paesaggistico che risultava alterato dalla presenza dell’ex-base NATO realizzata negli anni’60 – ha dichiarato il Capo dell’Ufficio per la Tutela della Cultura e della Memoria della Difesa, il Generale di Divisione Diego Paulet – La conclusione dei lavori ha consentito di ripristinare il decoro dell’area e di restituire la sua originaria bellezza ad un’area considerata giustamente Sacra. Con la successiva realizzazione dei lavori di restauro conservativo del Sacrario di Cima Grappa questo importante percorso potrà dirsi concluso”. Già perché questo, se pur importantissimo intervento, non è che un tassello di un progetto più ambizioso, volto ad attuare il restauro conservativo del Sacrario Militare di Cima Grappa nel suo complesso, che inizierà a partire dal prossimo anno.

“Il programma degli interventi è stato stabilito in seguito al Protocollo d’intesa per la Commemorazione del Centenario della Prima Guerra Mondiale, siglato il 18 aprile 2013, tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero della Difesa – spiegano dal dicastero della Difesa -. I lavori di abbattimento sono stati realizzati grazie alle serrate e complesse attività tecnico-amministrative svolte dall’Ufficio per la Tutela della Cultura e della Memoria della Difesa in stretta collaborazione con la “Struttura di Missione per gli anniversari nazionali ed eventi sportivi nazionali e internazionali” della Presidenza del Consiglio dei Ministri e col Comitato Tecnico della Regione Veneto per il rilascio della Valutazione di Impatto Ambientale”.

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