02 dicembre 2020

Economia e Finanza

Istat, crolla il prezzo delle case: -15% negli ultimi sei anni

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Istat, crolla il prezzo delle case: -15% negli ultimi sei anni

Crollano i prezzi delle abitazioni in Italia: dal 2010 al 2016 si è registrata una contrazione del 14,9%, provocata in particolare dalle vendite delle case esistenti (-20%) e in misura minore dalle nuove costruzioni (-2,3%). I dati pubblicati dall'Istat rivelano che negli ultimi tre anni si è registrata una riduzione costante dei prezzi. Prendendo come base di riferimento il 2010, nel 2013 le abitazioni costavano il 7,7% in meno, nel 2014 il prezzo era sceso dell'11,7% e nel 2015 aveva registrato un'ulteriore contrazione attestandosi al -14%.

Analizzando i dati su un periodo più lungo, si osserva come siano state prevalentemente le abitazioni esistenti a contribuire prima al picco negativo del primo trimestre 2013 (-6,0%), con il -8,1% registrato in quello stesso trimestre, poi alla progressiva riduzione di ampiezza della flessione tendenziale dell’Ipab. Poiché, però, è dalla fine del 2011 che i prezzi delle abitazioni esistenti registrano variazioni negative, nel primo trimestre del 2016 rispetto alla media del 2010 sono calati del 20,0%, mentre quelli delle abitazioni nuove del 2,3%.

Come ogni anno, ricorda l'Istat, in occasione dell’uscita degli indici del primo trimestre, vengono aggiornati, sulla base del valore delle abitazioni compravendute, i pesi con i quali le abitazioni nuove e quelle esistenti contribuiscono al calcolo dell’Ipab. Il dato del 2016 (basato sui valori 2015) conferma una tendenza in atto già negli scorsi anni e che ha visto il progressivo ridimensionamento del peso delle abitazioni nuove passate dal 33,99% del 2010 (valori del 2009) al 20,32% dell’anno in corso.

Secondo l'indagine dell'Istat, nel primo trimestre 2016 l’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie, sia per fini abitativi sia per investimento, diminuisce dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,2% nei confronti dello stesso periodo del 2015 (era -1,7% nel trimestre precedente). L’indice dei prezzi delle abitazioni (Ipab), sulla base delle stime preliminari, rileva una ''persistenza dei cali dei prezzi'' che determina un tasso di variazione acquisito per il 2016 (la variazione media annua se nei successivi tre trimestri i prezzi non variassero) negativo e pari a -1%.

Il primo trimestre del 2016 conferma quindi la ''vischiosità'' dei prezzi, rispetto agli andamenti del numero di abitazioni scambiate, che è invece in marcato aumento (+20,6% rispetto al primo trimestre del 2015 secondo i dati diffusi dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate).

La riduzione della flessione tendenziale dell’Ipab riguarda sia i prezzi delle abitazioni esistenti (-1,4% da -1,8% del quarto trimestre 2015) sia quelli delle abitazioni nuove (-0,7% da -1,4%). Analogamente, il ribasso congiunturale dell’Ipab è dovuto, in uguale misura, sia ai prezzi delle abitazioni nuove sia ai prezzi di quelle esistenti (-0,4% in entrambi i casi). Su base annua la diminuzione dei prezzi persiste, ma continua a ridursi di ampiezza (-1,2%, da -1,7% del trimestre precedente.

 



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