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27 giugno 2022

Esteri

Isole contese con le Filippine, tribunale Aia: "Rivendicazioni cinesi senza basi legali"

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Isole contese con le Filippine, tribunale Aia:

La Corte permanente di arbitrato dell'Aia ha dato ragione alle Filippine nella contesa con la Cina riguardo alle rivendicazioni territoriali nel Mar cinese meridionale.

Per la Corte, le rivendicazioni di Pechino non hanno basi legali. Secondo la Corte, non ci sono elementi per sostenere che la Cina abbia storicamente esercitato un controllo esclusivo sulle acque o le risorse del Mar Cinese Meridionale. Per il tribunale dell'Aia, quindi, Pechino ha quindi violato i diritti di sovranità delle Filippine, causando inoltre "gravi danni all'ambiente della barriera corallina" costruendo degli isolotti artificiali.

In base alla Convenzione Onu sul diritto del mare (Unclos), le Filippine rivendicano l'apparteneza delle Isole Spratly e dello Scarborough Shoal alla propria Zona economica esclusiva. Entrambi si trovano in un'area rivendicata dalla Cina, la cosiddetta "linea dei nove punti", che copre porzioni di territorio rivendicate anche da altre nazioni vicine. Per Pechino, la decisione della Corte permanente di arbitrato "è nulla e non ha forza vincolante". In un comunicato, il ministero degli Esteri cinese sottolinea che "la Cina si oppone a non accetta qualsiasi rivendicazione e azione basata sul pronunciamento dell'arbitrato".

Per Pechino, l'arbitrato è stato istituito "unilateralmente" dalle Filippine. "Il suo scopo era malevolo e non quello di risolvere la disputa con la Cina, né di mantenere la pace e la stabilità nel Mar Cinese Meridionale". Le Filippine definiscono invece una "pietra miliare" la decisione a loro favore della Corte dell'Aia. La sentenza, afferma il ministro degli Esteri Perfecto Yasay, verrà ora esaminata dagli esperti per valutarne le conseguenze. "Nel frattempo - dichiara il ministro - chiediamo alle parti coinvolte di esercitare moderazione e sobrietà". "Le Filippine - continua Yasay - affermano con forza il rispetto da parte loro di questa decisione che è un importante contributo agli sforzi in atto per affrontare le dispute nel Mar Cinese Meridionale".

 



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