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18 agosto 2022

Valdobbiadene Pieve di Soligo

"Io sulla Marmolada il giorno prima della tragedia. Il ghiacciaio fa impressione"

La testimonianza di un'escursionista follinese

| Roberto Silvestrin |

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| Roberto Silvestrin |

ghiacciaio marmolada

FOLLINA - “Sono stata lì il giorno prima della tragedia”. A raccontarlo è un’escursionista originaria di Follina. Sabato la 52enne ha affrontato il ghiacciaio della Marmolada. “Mi hanno detto che sono stata incosciente – racconta la donna -. Ma lo sono stata veramente? Alla fine ci vanno anche le guide alpine con i loro gruppi”.

 

Sabato le temperature erano insolitamente alte. “Lassù si stava in canottiera – ammette ancora l’escursionista -. Mi ero portata i guanti invernali, ma non servivano proprio. So di aver corso un grande rischio”. Gli ultimi aggiornamenti parlano di 7 vittime, 8 feriti e 13 dispersi. La massa di materiale staccatosi dal ghiacciaio della Marmolada sarebbe sceso ad una velocità di 300 chilometri all’ora. “Il ghiacciaio visto dall’alto fa impressione – racconta la 52enne -. La Marmolada è in sofferenza. La montagna è imprevedibile, lassù può succedere di tutto. A me piace la montagna e cerco sempre di essere prudente. Mi dispiacere per le vittime e per le loro famiglie”.

 

Una parte consistente del ghiacciaio è ancora attaccata alla montagna: si tratta di un fronte di ghiaccio di 200 metri, con un'altezza di 60 metri e una profondità di 80. Si tratta dell'equivalente di due campi di calcio colmi di ghiaccio. Il distacco si sarebbe verificato nei pressi di Punta Rocca, lungo l'itinerario di salita della via normale per raggiungere la vetta.

Foto scattata 24 ore prima della tragedia sulla cima della Marmolada

 

Leggi anche: 

FOCUS sulla tragedia della Marmolada

 


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Roberto Silvestrin

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