26 settembre 2021

Treviso

Io non vado in giro con la pistola

EDITORIALE - Perché c’è chi sente il bisogno di andare in giro con un’arma?

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

Io non vado in giro con la pistola, Editoriale

EDITORIALE – La Costituzione italiana afferma che “l'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”, diritto che ho sempre considerato espressione di civiltà. Una premessa che reputo opportuno fare alla luce di un fatto di cronaca recente che sta facendo discutere: l’uccisione di un uomo, Youns El Boussettaoui (39 anni), per mano di Massimo Adriatici assessore alla Sicurezza (in quota Lega), nel comune di Voghera.

Dalle informazioni divulgate sulla drammatica vicenda salta all’occhio che la vittima dell’omicidio fosse di origine straniera. Al contempo molti dopo il fatto hanno rammentato i proclami xenofobi di alcuni esponenti di spicco del partito di appartenenza dell’amministratore pubblico dalla cui pistola è stato esploso il colpo mortale.

Circostanze che hanno alimentato una valanga di dichiarazioni da ogni dove e ciò che reputo più deprecabile pure commenti che istigano alla violenza e plaudono all’assassino di un essere umano. Ovviamente poco si può dinnanzi alle manifestazioni becere di alcuni individui ma nel nostro piccolo, come OggiTreviso, continueremo a cancellare tutti i commenti che incitano all’odio e alla violenza o che si compiacciono per la morte di chicchessia!

Quanto è accaduto è davvero triste e per i familiari di chi non c’è più è a dir poco drammatico. Leggendo i commenti sul fatto c’è pure chi ha trovato il coraggio di sindacare sulla vita della vittima. Beh, checché ne dica qualche esaltato, questo è ancora uno Stato di diritto dove chi sbaglia dove risponderne dinnanzi alla legge giacché il nostro codice con contempla il pubblico linciaggio in piazza.

Deplorevole constatare come personalità politiche di rilievo, anziché confidare nelle istituzioni e nelle norme, si siano improvvisate avvocati difensori. Il fatto che il colpo sia stato esploso dall’arma di un amministratore pubblico ha una sua gravità intrinseca che dovrebbe indurre ad un uso ponderato delle parole.

Molti sono gli interrogativi che ci si pone dinnanzi a fatti come questi. Sussiste concretamente la legittima difesa se la vittima è disarmata? Perché c’è chi sente il bisogno di andare in giro con una pistola? Avendo un’arma legalmente detenuta perché uscire di casa con il colpo in canna e senza la sicura?

Quesiti ai quali sarà la Giustizia a dare delle risposte. Personalmente non ho mai avuto una pistola e non so se con un revolver in tasca ci si può sentire comunque minacciati. Pertanto, non vado in giro armata e onestamente non ambisco a farlo: lo ammetto aborro le armi.

In quella piazza maledetta non c’ero ma riflettendo su quanto accaduto ho ricordato un’esperienza che avevo cercato di dimenticare. Anni fa, mentre lavoravo ad un’inchiesta mi è stata puntata contro una pistola e non ero clandestina, la mia fedina penale era immacolata, ed ero (e sono) palesemente di origine caucasica. A me evidentemente è andata meglio, e umanamente non posso che sentirmi più vicina alla vittima.
 

 


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