04 giugno 2020

Vittorio Veneto

"Io aggredito da un militante di estrema destra mentre passeggiavo a Vittorio Veneto"

L'episodio raccontato da Paolo: "Pugni al collo, la matrice dell'aggressione è politica"

| Roberto Silvestrin | commenti |

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VITTORIO VENETO - E’ stato aggredito mentre passeggiava tranquillamente con il cane, in via Cavour a Serravalle. Gli insulti, poi due pugni al collo e – infine – la visita precauzionale in Pronto Soccorso. Paolo, 30enne vittoriese, ha ancora ben impresse nella memoria le scene dell’aggressione che ha subito, nonostante i fatti risalgano al giugno del 2019.

 

Ha sporto denuncia, conosce il suo aggressore, e non ha dubbi sulla matrice politica della sua disavventura: “E’ un militante di estrema destra, io invece ho fatto parte dell’Anpi e della Rete di Cittadinanza Attiva”, racconta il 30enne. Non si tratta del primo “contatto” tra i due, anzi. Paolo ha raccontato di essere già stato insultato dal suo aggressore in passato, anche se questa volta i fatti hanno avuto decisamente una portata diversa.

 

“Sono stato avvicinato da un’auto, lui era alla guida e con lui c’erano altre tre persone – ricorda Paolo -. Prima i soliti insulti, poi ha fermato la macchina e ha iniziato ad apostrofarmi”. “Hai qualche problema? Non hai il coraggio di affrontarci”, avrebbe detto l’aggressore. Poi sono arrivati gli spintoni, e - quando Paolo si è girato per andarsene – due pugni al collo.

 

Fortunatamente alcune persone hanno assistito alla scena, riuscendo a fotografare l’auto, che intanto si era dileguata. La denuncia è stata presentata alla Guardia di Finanza, perché una pattuglia è transitata poco dopo l’accaduto proprio in via Cavour. Sono stati i testimoni a chiedere richiamare l’attenzione dei militari.

 

Che Paolo fosse la vittima designata degli insulti e dell’aggressione lo testimonia un altro particolare, ovvero l’equivoco che ha coinvolto anche un altro vittoriese, scambiato per Paolo e anche lui bersaglio di ingiurie. “Sono stato vittima anche io di aggressioni verbali l’estate scorsa – racconta l’uomo, che preferisce rimanere anonimo -. Mi hanno minacciato, sono stato pedinato da un’auto. Si tratta di militanti di estrema destra. Ma tutte le volte mi chiamavano “Paolo”, per cui l’ho avvisato”.

 

Le due vittime si conoscono, perché spesso si incontrano passeggiando con i propri cani. Un’aggressione, quella che ha visto come protagonista Paolo, che era in qualche modo nell’aria: purtroppo nulla ha potuto impedire che si verificasse, nemmeno il monito dell’uomo scambiato per il 30enne.

 



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Roberto Silvestrin

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