04 agosto 2021

Treviso

Insetti come alimento: è questo il cibo del futuro?

Fipe Treviso: "Oggi fa sorridere, ma sicuramente tra qualche anno li ritroveremo nelle corsie del supermercato o nei menù"

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

insetti a tavola

TREVISO - Fritti, sotto forma di snack, aromatizzati, essiccati o polverizzati. Tra qualche mese potremmo trovarli nei menù del nostro ristorante preferito, nelle corsie del supermercato o inserirli nelle nostre ricette. Stiamo parlando degli insetti. Il cosiddetto “cibo del futuro” è pronto per sbarcare sulle nostre tavole.

Per la prima volta gli Stati membri dell’Unione Europea hanno approvato l'uso di insetti, nelle specifico i vermi della farina gialli essiccati, come nuovo alimento. Il comitato sulle piante, animali, cibo e mangimi, composto da rappresentanti degli Stati membri e della Commissione, a maggio, ha dato parere favorevole all'immissione sul mercato delle larve seccate del Tenebrione mugnaio (Tenebrio molitor), un coleottero meglio noto come tarma della farina, come cibo per gli esseri umani.

I vermi, annoverati tra i cosiddetti “Novel Food”, potranno essere consumati interi, in polvere o essiccati.

Ma se il “fattore disgusto” bloccherà tanti di noi a gustare un simile piatto, dal punto di vista nutrizionale grilli, larve e locuste pare siano ottimi. “Le larve del Tenebrione mugnaio a livello nutrizionale sono molto simili alla carne di manzo per percentuali di proteine e di grassi - spiega la tecnologa alimentare Grazia Gabbini - Hanno anche un alto contenuto di micronutrienti come sodio, potassio e zinco, dunque un alimento “buono” dal punto di vista nutrizionale. Oltre a questo la produzione degli insetti impatta decisamente meno rispetto a quella della carne”.

Ma i trevigiani sono pronti a questo nuovo alimento? “Pensare di proporre ai miei clienti oggi un piatto di insetti fa sorridere. Noi abituati eccellenze alimentari di cui la nostra regione è ricca, alla nostra varietà di colture esportate in tutto il mondo. La maggior parte di noi rifiuterà di mangiare un piatto di larve”, dice Dania Sartorato, ristoratrice e presidente della Fipe Treviso.

“Poi bisognerà capirne il gusto e come poterle usare nei piatti. Fritti magari? Potrebbero rivelarsi squisite! Sicuramente sarà più facile l’utilizzo di prodotti che li contengono in polvere, come gli sfarinati per preparare altri piatti”.

“C’è da dire che eravamo scettici anche quando abbiamo sentito parlare per la prima volta di sushi, alghe o tofu. Dopo lo shock iniziale, sicuramente il tema non va banalizzato né sottovalutato”, sottolinea Sartorato.

Oggi tutto quello che è considerato sostenibile e a ridotto impatto ambientale è spinto dall’industria alimentare e dal marketing, allevare insetti per il consumo alimentare ha sicuramente risvolti positivi per l'ambiente, rispetto agli allevamenti intensivi della carne e sono sempre di più i consumatori attenti a queste scelte alimentari. Poi c’è la nicchia dei clienti cosiddetti “esploratori”, quelli a cui piace sperimentare cucine e assaggiare nuovi ingredienti che ne faranno pubblicità con foto su Instragram, innescando la curiosità di chi li segue. Sicuramente qualche locale poi li proporrà come innovazione”.

 


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