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27 novembre 2021

Treviso

Infortuni e morti sul lavoro in aumento a Treviso

Nella Marca ci sono stati 11.352 casi denunciati nel 2017, Zanoni alla Regione:"La sensibilizzazione non basta, servono più controlli”

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incidenti sul lavoro

TREVISO - Si continua a morire sul lavoro. E gli incidenti mortali sono in aumento a Treviso e in tutto il Veneto. Nella Marca ci sono stati 11.352 casi denunciati nel 2017, un trend in preoccupante ascesa tanto che nei giorni scorsi il prefetto Laura Lega ha incontrato tutti gli attori istituzionali e del mondo dell’impresa per fare il punto, decidendo di mappare le situazioni più a rischio.

“È inaccettabile che si continui a morire sul lavoro. Gli incidenti, anche con vittime sono in aumento in tutto il Veneto: nel 2017 si sono registrati 69mila infortuni con 87 decessi e i dati sono aggiornati solo fino a novembre. Un incremento che non è frutto del caso ma, come denunciato dai sindacati, deriva dal peggioramento delle condizioni lavorative - dichiara Andrea Zanoni consigliere del Partito Democratico - La Regione dovrebbe intervenire con maggior decisione, per quanto è nelle sue competenze. Servono più controlli, la sensibilizzazione e la formazione non bastano”. Zanoni ha presentato un’interrogazione a risposta immediata alla Regione, sottoscritta dai colleghi Stefano Fracasso, Graziano Azzalin, Bruno Pigozzo, Orietta Salemi, Claudio Sinigaglia e Francesca Zottis, oltre a Cristina Guarda (Lista Amp) e Pietro Dalla Libera (Veneto Civico).

“Il quadro è grave in tutte le province e a livello nazionale il 2018 si è aperto in modo altrettanto drammatico: oltre 60 morti a livello nazionale in poco più di un mese, un costo sociale elevatissimo indegno di un Paese civile - sottolinea Zanoni - Si punta troppo spesso sul contenimento dei costi, ricorrendo a esternalizzazioni e subappalti, senza considerare le conseguenze. Il profitto non può e non deve essere l’unico parametro di riferimento. Questi numeri sono simili a un bollettino di guerra, è necessario mettere in campo tutte le azioni possibili per ridurre una simile piaga. E ognuno deve fare la propria parte”.

 



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