31 ottobre 2020

Esteri

India: "Latorre in Italia fino al 30 settembre"

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India:

INDIA - Massimiliano Latorre potrà rimanere in Italia fino al 30 settembre. Lo ha stabilito la Corte suprema indiana. La Corte suprema di Nuova Delhi ha quindi deciso di estendere la permanenza in Italia di Latorre di altri cinque mesi. L'udienza di oggi era inizialmente prevista per lo scorso 13 aprile, quando invece è stata rinviata proprio su richiesta della Corte suprema.

Il fuciliere di Marina è rientrato in Italia nel settembre del 2014 per curarsi dopo essere stato colpito da un'ischemia, mentre Salvatore Girone è rimasto a Nuova Delhi. Come riporta l'agenzia di notizie 'Ians', dalla corte, guidata da Anil R. Dave, hanno fatto sapere che Latorre si impegnerà formalmente a comparire davanti a un tribunale indiano come e quando sarà richiesto.

La prossima udienza è stata fissata per il 20 settembre. Il tribunale non ha accettato la richiesta di un consigliere di estendere di un anno il permesso di rimanere in Italia per Latorre. Ma il governo italiano ribadisce che, in seguito alla decisione del Tribunale del Diritto del Mare, l'Italia considera sospesa e quindi priva di valenza giuridica la giurisdizione indiana sul caso. E' quanto si legge in una nota della Farnesina.

L'Italia, prosegue la nota, conferma di riconoscersi infatti nell’ordine del Tribunale internazionale per il diritto del mare del 24 agosto 2015, che aveva stabilito la sospensione da parte di India e Italia di tutti i procedimenti giudiziari interni fino alla conclusione del percorso arbitrale avviato dal Governo nel giugno dello scorso anno.

L'Italia ha anche presentato al Tribunale arbitrale costituito presso la Corte Permanente d'Arbitrato de l'Aja una richiesta di misure provvisorie per chiedere il rientro del fuciliere Salvatore Girone e la sua permanenza in Italia fino alla fine della procedura arbitrale. La decisione del Tribunale arbitrale è attesa nei prossimi giorni. Una posizione ribadita su Twitter dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti, che scive: "Sul caso Marò riconosciamo e ribadiamo la decisione del Tribunale del Diritto del Mare: la giurisdizione indiana non ha valenza".

 



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