18 maggio 2021

Cronaca

Inchiesta Report, Zaia in audizione: "Non sono qui per farmi processare"

Il governatore davanti alla commissione Sanità del Consiglio regionale convocata su richiesta delle opposizioni dopo l'inchiesta di Report

|

|

Luca Zaia

VENETO - "Non vengo qua né a giustificarmi né a farmi processare vengo qua a dire come stanno le cose". Così il presidente del Veneto, Luca Zaia, concludendo la sua audizione davanti alla commissione Sanità del Consiglio regionale convocata su richiesta delle opposizioni dopo l'inchiesta di Report andata in onda la scorsa settimana.

"A me dispiace che in questa disavventura del Covid che in Veneto ha portato oltre 11mila morti e tante tragedie familiari non ci sia stata una 'no fly zone': invece, fin dal primo giorno, siamo stati criticati per tutto quello che abbiamo fatto, come se avessimo sbagliato tutto. Mi dispiace perché abbiamo cercato di buttare il cuore oltre l'ostacolo tutti noi, io e la mia squadra di tecnici, e non c'erano le istruzioni per l'uso. Ma, non vengo qua né a giustificarmi né a farmi processare vengo qua a dire come stanno le cose", ha sottolineato il presidente del Veneto.

E ancora, Zaia ha tenuto a sottolineare: "Siamo qui tutti pagati, voi quanto me, dai veneti per fare il nostro dovere. E allora, se dopo questa audizione sarete convinti che ci sia qualcosa di illegale, che ci siano responsabilità personali, metteteci la faccia per una volta, andate in Procura a presentare una denuncia e così andremo fino in fondo", ha detto Zaia rivolgendosi ai consiglieri regionali dell'opposizione. Ma il governatore ha anche avvertito: "Non accetterò mai che qualcuno associ me e i miei collaboratori ad una presunta incuria e mancanza di rispetto per le persone".

"Le spese legate al covid dall'acquisto delle mascherine e dei respiratori della prima ondata in poi, sono arrivate ormai a 700mln di euro", ha sottolineato il presidente del Veneto Luca Zaia ripercorrendo tutta la storia, le scelte e le decisioni della Regione Veneto dal 21 febbraio dell’anno scorso, inizio dell’epidemia ad oggi nel corso dell'audizione in Consiglio regionale.

"Abbiamo assunto 5.068 dipendenti-ha spiegato/ si tratta di circa 2mila medici, circa 2mila infermieri e i restanti Oo.Ss.", ha sottolineato. E ancora: "Quella sera del 21 febbraio 2020 dopo l'arrivo della notizia dei primi due casi di Covid a Vò, sono stato io a decidere di fare i 3.500 tamponi per tutti gli abitanti del paese, e contro il parere del Comitato tecnico", ha ricordato Zaia.

"Quella sera - ha ricordato ancora - decisi di fare i tamponi a tutti, mettendo le tende davanti all'ospedale di Schiavonia, svuotandolo e facendo diventare un ospedale Covid".

Zaia ha quindi spiegato di aver deciso "di chiedere le scuole, i teatri e il Carnevale di Venezia che era in corso". E al professor Andrea Crisanti, "che nessuno ha mai cacciato dal Comitato scientifico regionale, va il merito di aver consigliato di comprare la macchina per fare i tamponi".

"Siamo i primi a livello nazionale per numero di vaccinazioni con oltre 1,6 milioni di prime dosi già fatte. Se continuerà così ben prima dell'estate avremo vaccinato anche tutti i 50enni e infatti contiamo di anticipare di molto la loro vaccinazione", ha detto ancora. E il governatore del Veneto ha spiegato che "i vaccini funzionano: è crollato l'accesso negli ospedali degli over 80, in aprile ne sono stati ricoverati solo 8, sta crollando quello degli over 70. Abbiamo qualche preoccupazione per le prossimi vaccinazioni, perché sotto i 60 anni AstraZeneca non servirà più a nessuno", ha spiegato. Il governatore del veneto poi ha anche ribadito che "siamo i primi in Italia per la cura dei monoclonali, che dà risultati straordinari, fino ad oggi, non c'è stato alcun decesso dopo questa cura, di pazienti di Covid".
 

 


| modificato il:

vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×