26 settembre 2021

Italia

Incendi Sardegna, arrivati canadair Francia e Grecia

Il generale Figliuolo: "Vicino alla popolazione sarda, la Protezione Civile farà il suo meglio"

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Incendi Sardegna, arrivati canadair Francia e Grecia

ITALIA - Proseguono le operazioni di soccorso a seguito degli incendi boschivi che da alcuni giorni stanno interessando la Sardegna e in particolare la provincia di Oristano, nei territori di Santu Lussurgiu, Cuglieri, Tresnuraghes, Frossio, Sennariolo, Usellus, Porto Albe, Scano di Montiferro e Cabras. Ieri le attività, rese particolarmente difficoltose dal forte vento di scirocco che ha alimentato i roghi, sono state supportate da otto velivoli Canadair, da un elicottero del Reparto volo di Sassari e dagli elicotteri del servizio Aib regionale. Per una maggiore rapidità di risoluzione dell’emergenza, il Dipartimento della Protezione Civile ha attivato un modulo internazionale di cooperazione: Francia e Grecia, coordinate dalla Commissione Europea, hanno inviato ciascuna due Canadair. Lo conferma la Commissione Europea.

 

"Ringrazio Francia e Grecia - dice il commissario europeo alla Gestione delle crisi, Janez Lenarcic - per la loro pronta solidarietà con l'Italia, aiutandola a contrastare questi incendi boschivi devastanti. Il Centro di coordinamento Ue per le le emergenze rimane in contatto 24 ore su 24, sette giorni su sette, con le autorità italiane, per monitorare gli sviluppi sul terreno e coordinare qualsiasi ulteriore assistenza sia necessaria". La Sardegna ha dichiarato lo stato di emergenza. Il provvedimento è stato assunto dall’Esecutivo nel corso della riunione convocata ieri in serata, con carattere d’urgenza, dal presidente della Regione, Christian Solinas. La Regione accelera le procedure per garantire alle popolazioni colpite dai roghi un rapido ristoro dei danni. Su disposizione del presidente Solinas, spiega una nota, si è riunito nel pomeriggio il Comitato Operativo Regionale, presieduto dal Capo della Protezione civile Antonio Belloi, per elaborare lo schema operativo necessario per la perimetrazione del rogo, la valutazione dei danni e per la predisposizione della relazione tecnica necessaria per il riconoscimento dello stato d'emergenza nazionale. "Abbiamo accelerato le procedure - commenta Solinas - per abbattere tutti i tempi tecnici e burocratici e abbreviare i passaggi che ci consentiranno di erogare i ristori ai cittadini e alle aziende, per il risanamento degli edifici pubblici e privati, per una ripartenza che vogliamo tutti sia rapida. Per questo motivo il COR ha anticipato i tempi ancora prima che venga chiuso lo scenario emergenziale. Un segnale di immediatezza che arriva al termine di un’altra giornata di dura lotta al fuoco".

 

La situazione, intanto è in miglioramento, anche se non sono mancati episodi di pericolosità determinati dalla ripresa di alcuni focolai, che sono stati immediatamente domati. Fino al tramonto, restano operative tutte le forze regionali in attività: 22 mezzi aerei e 7500 uomini a terra. Domani i voli riprenderanno alle 5,30. "Sono vicino alla popolazione della Sardegna, il mio amico Curcio, con cui mi sento costantemente, sta operando. Sicuramente il capo della Protezione civile sta facendo il suo meglio", ha affermato il commissario per l'emergenza Coronavirus, Francesco Paolo Figliuolo, intervenuto a 'Morning News' su Canale 5.

 

Coldiretti: "15 anni per ricostruire i boschi"

"Serviranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi e la macchia mediterranea distrutti dalle fiamme che hanno raggiunto pascoli, ulivi, capannoni, fienili con le scorte di foraggio e mezzi agricoli ma anche ucciso animali ed è calamità con danni incalcolabili all’agricoltura negli oltre 20mila ettari andati a fuoco". E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sugli effetti dei devastanti incendi che hanno colpito la Sardegna in diverse località dell’Isola, soprattutto nell’Oristanese. Ai costi economici e sociali si somma una vera catastrofe ambientale con lecci, roverelle e sughere secolari andati in fumo in aree dove saranno impedite anche tutte le attività umane tradizionali. Un disastro sotto ogni punto di vista – afferma l'associazione – con la distruzione totale delle erbe e delle essenze che sono alla base dell’alimentazione di pecore e mucche. Se certamente il divampare delle fiamme nella macchia mediterranea è favorito dal clima anomalo con alte temperature e afa, a preoccupare – si sottolinea – è l’azione dei piromani con il 60% degli incendi che si stima sia causato volontariamente. La Coldiretti spiega di essere "impegnata in una capillare azione di monitoraggio e assistenza ad agricoltori e allevatori ai quali chiede di agire con massima cautela e ringrazia tutte le forze impegnate nelle operazioni di spegnimento coordinate dalla Protezione civile".

 



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