13 maggio 2021

Treviso

Imprese agricole: a Treviso una su quattro è guidata da una donna

Passione e preparazione, le donne spiccano nel settore vitivinicolo e agricolo. Tre storie di successo.

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

imprese agricole

Elena Torresan, titolare dell'azienda "Il Codibugnolo” a Crespano del Grappa

TREVISO – Sulle oltre 14mila imprese agricole attive in provincia di Treviso quelle guidate da donne sono 3.630, di cui 3.399 imprese individuali (pari al 93,6%), 201 società di persone e 30 società di capitale. A Treviso su 2.000 aziende di Confagricoltura Treviso, 570 sono guidate da una donna. Una su quattro. I dati diffusi ieri dalla Confagricoltura provinciale e aggiornati alla fine del 2017, confermano un netto incremento delle aziende agricole a conduzione femminile nella Marca. La fascia prevalente di età delle donne titolari è quella che va dai 50 ai 69 anni (1.637), seguita dalle over 70 (1.205), dalla fascia dai 30 ai 49 anni (507) e dai 18 ai 29 anni (50).

“Dai nostri dati emerge come la pattuglia rosa sia sempre più presente nel settore vitivinicolo – dice Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto -, soprattutto nel settore vitivinicolo, dove 253 aziende vedono al timone una donna in veste di titolare o rappresentante, ma anche nel settore cerealicolo, dove sono 108 le imprenditrici al comando. Le donne spiccano anche nei settori più innovativi come il turismo rurale e gli agriturismi, dove è importante la capacità di fare accoglienza. Il mondo agricolo suscita molto interesse anche tra le giovani. Abbiamo ben 48 imprenditrici che hanno meno di 40 anni”.

Spesso si tratta di donne in possesso di una laurea in agronomia e in enologia, ma anche in altre materie che nulla hanno a che fare con l’agricoltura, come dimostra il caso di Maddalena Giandomenico (nella foto a lato), 38 anni, presidente dei giovani Anga, architetto che ha lanciato una start up di successo “Le Monfumine” che produce marmellate da frutti rari, a Monfumo. Figlia di un diplomatico, a 20 anni si iscrive all’università di Filadelfia, arrivando a conseguire il master in architettura. Nel 2009, non vedendo sbocchi professionali, Maddalena decide di tornare in Italia, a Monfumo, stabilendosi nel casolare di famiglia circondato da due ettari di terreno e bosco. Nel 2013 è l’anno del debutto della sua azienda di marmellate, che arriva a produrre 16 tipi di confetture originalissime: mele rosa di Monfumo, Pere thucaron, melograno e pistacchi, nashi e cioccolato, prugne e menta, pesche bianche e rosmarino, gocce d’oro e mandorle. L’anno dopo le sue marmellate sono già sugli scaffali di caffetterie e ristoranti. Nel 2015 le Monfumine prendono il volo per il Nord Europa e la Camera di Commercio di Treviso assegna all’imprenditrice il Premio per l’innovazione e la creatività. “Per me l’agricoltura non è un ripiego – spiega Maddalena -. È bellissimo svegliarmi al mattino e lavorare all’aria aperta, godermi il sole, guardare le piante che fioriscono. Sono convinta che siamo ciò che mangiamo. Questo è il motivo che mi spinge a coltivare la nostra frutta come facevano i nostri nonni, nei loro giardini. Tanta cura, passione, tenacia, e nessun prodotto chimico. E tanta fantasia”.

Laurea in economia per Elena Moschetta, 48 anni, che oggi guida l’azienda Biancavigna di Conegliano. Ha lavorato prima in una multinazionale nel metalmeccanico, poi ha vinto un concorso in multiutilities e ha fatto una carriera manageriale in Ascopiave. Finché, a 40 anni, ha deciso di lanciarsi nell’avventura vitivinicola. “Mio fratello è enologo e mio marito lavora nell’export nel vino. Così mi sono detta: adesso o mai più. Ho messo insieme le diverse competenze e siamo partiti con l’azienda, cominciando da 4 ettari di vigneto. Oggi siamo arrivati a 30 e produciamo un Prosecco che sta ottenendo grandi risultati sia dal punto di vista dei numeri che della qualità. Il biologico è molto apprezzato dalle guide estere e quest’anno abbiamo conquistato

Elena Torresan,(nella foto a lato), 34 anni, è titolare dell’azienda “Il Codibugnolo” a Crespano del Grappa, che è fattoria didattica e allevamento da carne. Laurea specialistica in gestione della fauna selvatica, ha fatto la guida naturalistica fino a 5 anni fa, lavorando anche all’estero. “Quando sono tornata a casa ho deciso di aprire un’azienda – racconta -, alla quale ho dato il nome di un uccellino, il codibugnolo, conosciuto nelle nostre zone con il nome di Coatimon, che si concede solo all’occhio di chi sa realmente osservare e ascoltare. Questa è la mia filosofia: trasmettere l’interesse per le piccole cose e recuperare la biodiversità zootecnica tipica della zona. Mio nonno aveva un campo di 3 ettari e io ne ho preso in affitto altri, arrivando a 11. Ho 5 vacche fattrici e 5 vitelli, 60 conigli e poi asini, pony, cani e gatti. Organizzo visite per bambini e adulti alla fattoria, che è tutta all’insegna dell’ecosostenibilità con animali allevati a terra e liberi nel bosco e nei pascoli”.

 


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