16 giugno 2021

Treviso

Imprenditori della Marca in pandemia chiamati a difendersi dalla criminalità

L'allarme di Veneto Imprese unite: "L'indisponibilità di materie prime apre spazi alla malavita"

| Roberto Grigoletto |

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Imprenditori della Marca in pandemia chiamati a difendersi dalla criminalità

TREVISO - Hanno preso parte pure i rappresentanti di Veneto Imprese unite - e non poteva essere altrimenti - al tavolo convocato questa mattina in Prefettura per verificare come stanno andando le cose e qual è il grado del disagio prodotto a livello sociale ed economico dalla pandemia nella Marca. Con loro i vertici della Camera di commercio di Treviso e Belluno, Abi Veneto, Banca d’Italia, Anci Veneto, il colonnello De Giacomo della Guardia di Finanza, il colonnello dei Carabinieri Serlenga, l’ordine dei commercialisti e diverse associazioni di categoria.

Un monitoraggio della situazione ma non solo: si è parlato anche di possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nelle imprese in difficoltà, convenendo di avviare un gioco di squadra tra istituzioni, forze dell’ordine ed associazioni di categoria per cercare di facilitare la denuncia da parte di quelle imprese che hanno avvertito, come il fiato sul collo, la presenza della criminalità organizzata. Una minaccia scongiurabile prevenendo le proposte d’acquisto delle attività e stanziando prestiti che sopperiscano alle mancate erogazioni da parte degli istituti bancari.

E se le forze dell’ordine sono pronte a garantire un controllo più serrato in quelle che risultano situazioni maggiormente critiche (aperture di aziende e ditte individuali in settori in particolare difficoltà o in settori soggetti ai futuri fondi derivanti dal Recovery Fund; avvicendamenti strani tra soci e legali rappresentanti in aziende già tenute sotto osservazione), le associazioni del mondo dell’artigianato hanno evidenziato la necessità di un monitoraggio anche nel mondo dell’edilizia, soprattutto riguardo i problemi legati agli approvvigionamenti delle risorse, che lasciano terreno fertile alla criminalità organizzata considerata l’indisponibilità al momento di materie prime.

Veneto Imprese unite, dal canto suo, ha auspicato una reale e concreta azione di protezione dagli approcci della criminalità organizzata. Come ha spiegato il presidente Andrea Penzo Aiello “basterebbe presentare una semplice richiesta di nuova licenza per aprire una nuova attività di ristorazione, sufficiente come punto di riciclaggio di denaro illegale”. Le nuove attività infatti, se non contingentate, finiscono per generare ulteriore concorrenza alle aziende sane che hanno lottato per tutti questi mesi allo scopo di salvare la propria attività.

“Dopo più di un anno di limitazioni però il valore delle nostre aziende è ovviamente diminuito di pari passo al calo di fatturato e potrebbero tornare ad avere un valore degno del lavoro svolto in anni di attività solo se si bloccasse il rilascio di nuove licenze. Una deroga per un nuovo contingentamento temporaneo delle licenze sarebbe fondamentale vista la gravissima crisi economica in cui versa il paese. Siamo sicuri che portare avanti questo tipo di tavolo sia prioritario ed auspichiamo che il report che porterà il Prefetto al Ministero potrà essere un ulteriore spunto per correggere le decisioni fino ad ora prese dal Governo”.

 


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