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18 maggio 2024

Nord-Est

Immigrazione clandestina, arresti e perquisizioni

L'operazione è legata all'attentato di Berlino del 2016

| Ansa |

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Immigrazione clandestina, arresti e perquisizioni

ANCONA-VERONA - Arresti e perquisizioni sono in corso in tutta Italia nell'ambito di una operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Ancona, nei confronti di esponenti di una organizzazione criminale dedita al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina con proiezione transnazionale. Tre le misure cautelari eseguite. L'operazione è scaturita dalle indagini connesse all'attentato terroristico del 19 dicembre del 2016 a Berlino dal tunisino Anis Amri. Per due cittadini tunisini è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre per il terzo soggetto, anch'egli originario del paese nord africano, sono stati disposti gli arresti domiciliari. Più di 40 le perquisizioni in corso a carico di altrettante persone. Contestata l'associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina con l'aggravante della transnazionalità.

Nel corso dell'operazione di polizia, In corso in tutta Italia nell'ambito di una operazione della Polizia, coordinata dalla Dda di Ancona, nei confronti di esponenti di una organizzazione criminale dedita al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina con proiezione transnazionale, sono state eseguite 44 perquisizioni nei confronti di 18 indagati per vari reati e di altre 26 persone, risultate contigue a vario titolo all'organizzazione criminale e tutte attestate nelle province di Ancona, Fermo, Ferrara, Catanzaro, Modena, Macerata, Siracusa e Verona. Lo fa sapere la Questura di Macerata. Tra i siti su cui si è appuntata l'attenzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Ancona, vi è anche un Centro di Assistenza Fiscale - Caf nel Maceratese e un casolare nelle campagne della stessa provincia, meta abituale di stranieri giunti in Italia in stato di clandestinità. L'operazione denominata "Wet shoes" prende il nome da una conversazione intercettata dagli inquirenti nel corso di uno sbarco di clandestini avvenuto a Mazara del Vallo, nella quale uno dei sodali fa presente di aver paura di essere controllato dalle Forze di Polizia con a bordo gli stranieri appena sbarcati, in quanto gli stessi avevano ancora "le scarpe bagnate". Dopo una complessa indagine diretta dalla Dda di Ancona, in coordinamento con la Procura di Macerata, condotta dalla Digos della Questura di Roma, dalla Digos della Questura di Macerata e dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, eseguita l'ordinanza di custodia con la quale il gip di Ancona ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere per due tunisini e degli arresti domiciliari per un terzo connazionale. Contestata l'"Associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina con l'aggravante della transnazionalità" ai soggetti sottoposti a misura cautelare personale i quali, "grazie ad una fitta rete di complicità intessuta sul territorio maceratese (in cui figurano titolari di aziende e pubblici ufficiali, con estensioni in diverse zone del territorio nazionale ed estero), avevano costituito un sodalizio criminale in grado di gestire l'approdo clandestino sulle coste siciliane di stranieri, in prevalenza nord africani, il supporto logistico e le coperture occorrenti per ottenere la documentazione necessaria a favorire il loro trasferimento su tutta l'area Schengen".

 


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