21 ottobre 2021

Treviso

Il guru dello slow food a Treviso: “Questa economia uccide”

Carlin Petrini, ieri sera nella chiesa di San Francesco, ha parlato di ecologia e della necessità di cambiare stile di vita

| Roberto Grigoletto |

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Il guru dello slow food a Treviso: “Questa economia uccide”

TREVISO - È agnostico ma amico del Papa. Che un bel giorno l’ha chiamato al telefono perché voleva conoscerlo, di persona. Da allora i due non hanno più smesso di discutere e di condividere anche “un impegno planetario per una ecologia integrale”. Perché quella ambientale, delle tre crisi che stiamo attraversando, è più grave ancora di quella economica. E della pandemica: “la meno distruttiva, statene certi”.

Carlin Petrini, il fondatore di “Slow food”, era a Treviso, nella chiesa di San Francesco, ieri sera, alla Settimana sociale dei cattolici trevigiani. È venuto a parlare della sofferenza dell’ambiente e della nostra; del rischio che corriamo di estinguerci (per il cambiamento dell’ecosistema) e della responsabilità che portiamo nei confronti dei bambini e dei ragazzi che adesso - e non chissà tra quanti anni - frequentano le elementari e le medie.

La settimana scorsa nel suo Piemonte sono scoppiate delle bombe d’acqua, “500 millimetri di pioggia che hanno provocato un disastro inaspettato” - racconta. E sarà da così a peggio se si continuerà ad agire in maniera irresponsabile contro il pianeta. Bisogna sollecitare la politica, certamente. Ma non basta. “C’è bisogno di cambiare i nostri comportamenti individuali: riduzione dello spreco; rinuncia al consumo di plastica monouso non riciclabile”. Prima ancora bisogna andare oltre un sistema proteso solo al profitto, giacché - come afferma papa Francesco - “questa economia uccide”.

Sono i beni relazionali che contano per il fondatore di slow food : ritorno alla terra, biodiversità, imprenditoria agricola locale. Ci aspettano mesi tremendi, con chiusura di aziende che più non riapriranno e perdita di posti di lavoro. “Epperò non è una soluzione quella di attendere che arrivi il malloppo dall’Europa, per poi spartirselo”. È necessaria piuttosto tanta creatività per cambiare paradigma e realizzare nuove imprese. Ma il Veneto “gliela saprà fare, perché è storicamente una terra capace di una solidarietà straordinaria”.

 


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