23 gennaio 2020

Guardereste una trasmissione di sette ore?

Categoria: Spettacolo - Tags: televisione, norvegia, slow tv, bergensbanen minutt for minutt

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Silvia Albrizio | commenti | (21)

Quando si parla di tivù d’avanguardia forse non si dovrebbe volgere lo sguardo solo all’America: basta rimanere entro i confini europei per scoprire possibili germi della televisione del futuro. D’altronde fu in Olanda che si inventò il Grande Fratello. Oggi è la Norvegia a far parlare di sé: da diverso tempo infatti la televisione di questo Paese manda in onda un programma chiamato “Bergensbanen – minutt for minutt”, che mostra in diretta il tragitto dei treni tra Oslo e la città di Bergen, per un totale di sette ore e quattordici minuti.

 

È in pratica la registrazione della videocamera in cima al primo vagone, priva di montaggio, sonoro, dialoghi. Nessun commento dei macchinisti, né di ospiti in studio: questo non è un reality, ma una successione ininterrotta di paesaggi, comprensivi del comune rumore del treno in corsa. Pare che questa trasmissione abbia avuto un così grande successo (è stato superato il milione di telespettatori in una nazione con cinque milioni di abitanti) da spingere l’emittente che la manda in onda alla realizzazione di una serie di altri video simili, come quello del viaggio di nave da crociera che attraversa le coste norvegesi, per un totale di centotrentaquattro ore (si, avete letto bene, 134 ore) ininterrotte di navigazione, che ha portato gli spettatori sintonizzati a due milioni e mezzo.

Cosa sta accadendo? È davvero arrivata l’era della slow tv? Come potrete immaginare, i dibattiti non sono mancati, tra chi grida alla rivoluzione e chi trova in questi esperimenti il ritorno della tivù che non insegna, non intrattiene, ma semplicemente fa compagnia. Un tempo c’era il fuoco che ardeva scoppiettante nel camino a ipnotizzare le persone, oggi basta il paesaggio di un treno, rilassante e d’atmosfera. E mentre alcuni canali statunitensi si stanno già organizzando per l’acquisizione del format, io mi domando se in Italia potrebbe mai funzionare un programma simile. Conoscendo le vicissitudini ferroviarie italiane, sarebbe certamente più avventuroso.

 

 

Per saperne di più: un articolo de IlPost, con diversi approfondimenti sul tema.



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Parbleu, Sig.ra Albrizio, perdoni il trollismo ma non dire neppure una parola sull' Oscar vinto dall' Italia con la Grande Bellezza! tace forse perché a suo tempo aveva dichiarato che era un film-cartolina e che non le piaceva?
Al contrario ricordo di un suo commentatore, da lei accusato di parlare a vanvera, che aveva (facilmente, bisogna dire...) pronosticato l'Oscar.

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Non ho capito cosa voleva di preciso: che commentassi il film? L'Oscar?
O forse pensava che cambiassi la mia opinione vista la scelta dell'Academy?
Ma anche no.

Ho già espresso il mio parere a proposito e non è certo la vittoria a farmi cambiare idea. Per quanto mi riguarda si sta parlando già molto de La Grande Bellezza in questi giorni, non serve che aggiunga la mia voce quando peraltro l'ho già fatto.

Ah, non ho accusato nessuno di parlare a vanvera, forse è meglio se rilegge i commenti senza ficcarci dentro le solite manipolazioni che caratterizzano i suoi interventi in questo blog.

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Ecco, prima mi accusa di "parlare a vanvera" (anche se poi azzecco il giudizio dell' Academy) ed ora mi spara addosso che io "ficco dentro le SOLITE manipolazioni".

Ce l'ha proprio su con me e non accetta alcuna critica, questa Critico.

Certo che non riconoscere un film da Oscar...
Signora Critico, un po' di autocritica senza insultare i suoi critici non pensa ci starebbe?

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Eh come no, Bastanzetti...
I premi cinematografici sono emblemi di indiscussa qualità di fronte cui ci si può solo inchinare tappandosi la bocca, come diavolo ho fatto a non saperlo fino a ora?

E poi "insulti" e "autocritiche".

Non ce l'ho con lei Bastanzetti, solo la comincio a trovare noioso.
E siccome le parole sono importanti, ma lo è di più il tempo, io la chiudo qui.

Le lascio l'ultima parola, so che ai troll piace.

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Mai detto che i Premi sono emblemi di indiscussa qualità, come è stato dimostrato che le opinioni della Albrizio NON sono emblemi di indiscussa indegnità.

Visto che non ce l'ha con me la ringrazio pure per gli epiteti (che si sommano ai precedenti) di "noioso" e di "troll".

Ed ora, come mi chiede, ecco l'ultima parola: "LA GRANDE BELLEZZA STA NEGLI OCCHI DI CHI GUARDA". Non originale ma carina, non trova?

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Certo che la guarderei poi però mi suicido!!

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Per un oscar che Albrizio sapeva sarebbe stato dato anche se non a pieni meriti (confondendo attore con regista):
"Forse Servillo vincerà l’Oscar. Da italiana, ne sarò orgogliosa. Da cinefila, un po’ meno."
(su http://www.oggitreviso.it/grande-bellezza-un-film-cartolina-78431)

ne ha messi in conto alcuni per questo film:
http://www.oggitreviso.it/mio-film-dellanno-77416

Quindi la realtà dei fatti che lei ama tanto, sig. Bastanzetti, la fa perdere 7 oscar a 1.

E comunque come direbbero a Roma, magari anche sul set de La Grande Bellezza.

ESTICAZZI.

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No, guardi Egr. Anonimo Goran, anche se la cosa mi lascia totalmente indifferente lei come giudice di gara è un tantino sbilanciato,oltreché (nel finale) inutilmente turpiloquiante.
La Albrizio, dall' alto del Suo Osservatorio, aveva stroncato di brutto il film di Sorrentino etichettandolo come "film -cartolina". Tipo uno spot della pro loco? Se non ricordo male si era anche lamentata di altri aspetti, esempio del fatto che non avesse una trama. Cosa pure questa non del tutto vera.

Ora: la Cappella Siistina, il David di Donatello, l'Urlo di Munch, un film...possono piacere o no ma , da Critico Cinematografico, non riconoscere che siamo di fronte ad un film da Oscar (ed insultare chi pensa il contrario) mi pare un po' deludente.

Ultime notizie: pur massacrato dalla pubblicità su Canale 5 "La Grande Bellezza" è stato guardato da quasi 9 milioni di persone, con media 36,12 share. Anche questo dato dovrebbe indurre ad una maggior attenzione verso questo lavoro che onora la nostra tradizione cinematografica.



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Ma perché continua a dire che l'ha stroncato? Non è vero.
Non le è piaciuto. Fine.
Ne riconosce le qualità, ma non l'ha convinta e giustamente ha espresso le sue perplessità come stanno facendo critici anche più referenziati e blasonati di lei. Come è nel suo diritto.

Vincere un premio certo mette a tacere le malelingue, ma questo non c'entra nulla con le analisi cinematografiche. Se dovessimo misurare col consenso le opere d'arte, scomparirebbero capolavori forse, dal panorama.

Il riferimento agli ascolti poi non ha senso. Come se fosse plebiscitaria la qualità.

Cioè, a farla corta, Bastanzetti... Ma che cacchio di problema ha?
Non ho capito perché sta polemica su un articolo che manco c'entra con il film.

Io poi vorrei capire perché lei continua a scrivere in calce a un articolo, che sia della Albrizio o di chiunque altro, soltanto per argomentare senza voglia di un vero riscontro, e solo per rileggersi compiaciuto i propri commenti "arguti" e "taglienti", invece di metter su uno scambio vero, sincero, educato e senza ceselli e stoccate tra l'adulatorio e il sarcastico.
Vorrei proprio capire cosa c'è nel mondo, nella realtà esterna alla Rete che la induce a rifugiarsi qui e passare tutto sto tempo a sfracellare le balle ai blogger...

Comunque lei la pensi e qualunque sia il motivo di questa sua residenza sulle pagine di OggiTreviso, non mi interessa, era una domanda retorica in effetti...

E nella migliore tradizione dei troll, la saluto con una frase topica nei flame di internet dal 97 o giù di lì.
GET A LIFE.

E'nnamo su.

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Anche a lei, turpiloquiante Goran (bello insultare standosene nascosti dietro il cespuglietto dell' anonimato eh? ) ricordo che lo spazio "commenta" del blog è assolutamente libero. I / Le Blogger, per fortuna, non han facoltà di espellere i commentatori che non van loro a genio ( è la democrazia, bellezza!) ma possono benissimo non leggerli o, se li leggono, non rispondere loro.

Circa il film pensavo, con eccessivo ottimismo, avesse compreso che ho reagito con particolare pacatezza alle opinabilissime valutazioni della Albrizio sul notevole film di Sorrentino perché non trovo giusto che si disprezzino senza validi argomenti i prodotti dell' ingegno italiano anche quando vanno ammirati.

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Albrizio non ha disprezzato e non ha stroncato.

Lei usa questo trucchetto di "interpolare" i pensieri altrui a vantaggio delle sue argomentazioni. È una solfa vecchia e pure noiosa.

E a proposito, a me sembra che a non capire sia lei, senza tanti giri di parole glielo dico, cosa scrivono le persone, cosa le motiva a scrivere e non sembra altresì capire quando è l'ora di metter giù le mani dalla tastiera, ché tanto non fa altro che dar poco lustro a se stesso e a sfiaccare una polemica già ridicola di per sé.

Cosa dovrebbe fare Albrizio? Dire che il film è un gran bel film perché ha vinto l'Oscar? Davvero?

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Ohibò, Sig Goran, la sua giovanile impulsività le sta facendo perdere la bussola, tanto da suggerirmi di "metter giù le mani dalla tastiera". Quasi una intimidazione, perbaccolina!

Mai pensato che la Albrizio debba cambiare idea sul film. La sua conversione mi pare sinceramente, lo dico col massimo rispetto, ininfluente.
Semplicemente ho ribadito con elegante pacatezza, a fronte della ingenerosa stroncatura della Albrizio al film di Sorrentino, la opinione di chi ritiene meritatissmo l'Oscar. Oscar di cui, come italiano, sono particolarmente contento.

"La Grande Bellezza" si presterebbe ad un più proficuo dibattito su temi di stretta ed importante attualità nazionale. Ma gli irascibili Cinefili di casa nostra pare non vogliano cogliere la ghiotta occasione. Sarà per il prossimo Oscar...

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Nella "giovanile impulsività" non mi ci ritrovo.
Rileggo sempre attentamente quel che scrivo, prima di inviare.
Comunque sia.
Lei parla di ingenerosa stroncatura come se l'analisi cinematografica e il successo di un film dovessero andare di pari passo. Una cosa da evitare, invece, perché proprio errata. Una cosa che insegnano all'Università (toh, l'Università dove Albrizio mi pare si sia proprio laureata, che coincidenza!) e che anche il buon senso dovrebbe far capire.

Cambiamo approccio, perché con la sua sordità argomentativa non si va da nessuna parte.
A lei perché è piaciuto il film "La grande bellezza"? Anzi, perché secondo lei è un film di qualità? Perché dice cose nuove? Perché parla del nostro Paese? Dica, son curioso.

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Nella "giovanile impulsività" non mi ci ritrovo.
Rileggo sempre attentamente quel che scrivo, prima di inviare.
Comunque sia.
Lei parla di ingenerosa stroncatura come se l'analisi cinematografica e il successo di un film dovessero andare di pari passo. Una cosa da evitare, invece, perché proprio errata. Una cosa che insegnano all'Università (toh, l'Università dove Albrizio mi pare si sia proprio laureata, che coincidenza!) e che anche il buon senso dovrebbe far capire.

Cambiamo approccio, perché con la sua sordità argomentativa non si va da nessuna parte.
A lei perché è piaciuto il film "La grande bellezza"? Anzi, perché secondo lei è un film di qualità? Perché dice cose nuove? Perché parla del nostro Paese? Dica, son curioso.

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Leggo con piacere che, rinunciando alla giovanile impulsività che la stava portando alla deriva turpiloquiante , si è ricollocato su toni più pacati.

Condivisibile il suo cambio d'approccio. Poiché il tema risulta "trollistico" su questo blog (che parla d'altro) la rimando per una prima risposta alle sue domande a quanto ho postato sul contemporaneo blog della Graziosissima Direttora Emanuela Da Ros titolato provocatoriamente "La Grande Bruttezza".
Se non appagato da quanto vi leggerà mi faccia cortesemente sapere che sarò lietissimo di approfondire il dibattito.

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Non penso di aver capito perché le piace.
O meglio, ho il sospetto le piaccia per un misunderstanding di fondo sulle intenzioni di regista e sceneggiatore.

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"Misunderstanding" è una parola grossa.

A me pare di aver espresso i motivi (alcuni dei motivi) del mio gradimento in modo molto chiaro ed accessibile. Ma se mi muoverà più precisi interrogativi sul blog della Graziosissima Direttora, espressamente dedicato al film di Sorrentino, colà son pronto a replicare. Che, altrimenti, qui si fa, causa sua (di goran), solo trollismo e poi la dott.ssa Albrizio si irrita!

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Io troll? Io? ahahahahah

ok, ok, chiudo qui. Imitando il suo stile (inarrivabile) nel commentare:
"visto che non mi vuol rispondere in modo esaustivo (ha forse paura il buon dottore?) la saluto cordialmente e le auguro di poter scrivere milioni di commenti ancora, da rileggersi e cesellare fino alla fine dei tempi."

Buona giornata!

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Ahia Sig Goran! torna a prevalere in lei, con preoccupante tendenza ondivaga e bipolare, la giovanile impulsività non esente da pulsioni aggressive. Ripeto che sul Blog della Graziosissima Direttora dedicato al film di Sorrentino c'è già una sommaria risposta al suo quesito. Se, in quel blog intende farmi delle domande comprensibili e specifiche risponderò senz'altro.

Altrimenti, seconda opzione: dal momento che mi pare goda il privilegio di una certa vicinanza con la dott.ssa Albrizio le suggerisca di preparare un blog specifico su stile e contenuti di "La Grande Bellezza". Parteciperò senz'altro, con vivo entusiasmo, alla discussione. Buona serata!

PS: Egr. Goran effettivamente, come troll, non è granché...

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Sembra proprio che non mi legga: ho detto che l'ho letto il suo prezioso contributo sul post della Da Ros, e le ho detto che non capisco da quelle righe perché le è piaciuto il film, se vuol ripetere magari. Forse son io eh quello che non ci arriva...

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Ha notato, Sig Goran? nonostante l'avesse annunciato non riesce ad evitare di rispondermi; trollisticamente, per altro.
Temo che il suo sia un caso grave di troll- dipendenza.

PS: Ripeto: faccia le sue domande sul blog specifico e le ripeterò i concetti che non ha chiari. Sul blog specifico della Da Ros, mi capisce?

Ma ora devo andare. Caso mai le rispiego il film domani... Buona notte.

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