19 ottobre 2021

Mogliano

Green Pass a scuola, Ceschin: “Giusto l’obbligo per il personale scolastico”

Il Ministro dell’Istruzione è stato chiaro: “per garantire la presenza serve vaccinarsi”. A prendere parola per Mogliano Daniele Ceschin e Dominga Fragassi

| Manuel Trevisan |

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Green pass obbligatorio a scuola? intervengono Ceschin e Fracassi

MOGLIANO VENETO – Da quando, venerdì 6 agosto, è stato inserito lo strumento del green pass per controllare e arginare la diffusione del Covid-19, abbiamo assistito a diverse prese di posizioni da parte di esercenti, cittadini, personale scolastico ed esponenti politici. Chi ci vede uno strumento indispensabile per non incorrere più al pericolo di future chiusure e terapie intensive intasate e chi, invece, una pericolosa limitazione delle libertà personali.

A questo proposito il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi si è esposto in modo chiaro e categorico togliendo ogni dubbio su quale posizione abbia la scuola in merito: “il green pass è uno strumento a tutela della salute di tutti, in particolare dei più fragili, e non una misura punitiva”, “la vaccinazione è un elemento fondamentale per il rientro a scuola in sicurezza e in presenza”.

A prendere parola sulla delicata questione dell’obbligatorietà a scuola del green pass è Daniele Ceschin, non solo consigliere di opposizione per i Democratici per Mogliano ma anche professore presso l’Istituto Comprensivo Marta Minerbi, che si dice ”assolutamente favorevole al green pass per il personale scolastico perché non si può assolutamente correre il rischio di una ripresa delle lezioni a singhiozzo. Sarebbe un disastro educativo, culturale e sociale senza precedenti.

La ripresa e un ritorno alla normalità può e deve partire dalla scuola e in questo noi docenti abbiamo una responsabilità enorme e dobbiamo fare la nostra parte. Chi può farlo, quindi, deve vaccinarsi. Senza se e senza ma”.

Dello stesso avviso di Ceschin è anche Dominga Fragassi, presidente del Consiglio d’Istituto Mandela di Mogliano. “Il nostro personale scolastico – spiega – è il più anziano d’Europa, e quindi una delle categorie più a rischio. In questo periodo la didattica a distanza ha mostrato tutti i suoi limiti per quanto riguarda l’apprendimento ma anche per la socializzazione, fondamentale nell’età evolutiva in cui si trovano questi ragazzi”.

 


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Manuel Trevisan

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