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02 dicembre 2021

Treviso

Green pass obbligatorio:“Nessun blocco della produzione ma senso di responsabilità da parte di imprese e lavoratori"

Paglini, segretario della Cgil Treviso Belluno, vicino alla Cgil di Treviso presa di mira ieri con uno striscione

| Isabella Loschi |

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Massimiliano Paglini

TREVISO - "Solidarietà alla Camera del Lavoro di Treviso, presa di mira ieri con uno striscione offensivo affisso ai cancelli della sede di via Dandolo". Così la Cisl d Treviso e Belluno che oggi, con un’ampia delegazione di sindacalisti, delegati, operatori, pensionati e cittadini iscritti è partita all’alba per partecipare alla manifestazione promossa unitariamente da Cgil, Cisl e Uil in piazza San Giovanni a Roma.

“Mai più fascismi” è la risposta all’attacco dello scorso 9 ottobre alla sede nazionale della Cgil. “Ci uniamo all’appello del segretario Mauro Visentin - dice il segretario generale della Cisl Belluno Treviso Massimiliano Paglini - a ritrovare coesione sociale e unità del mondo del lavoro, superando le contrapposizioni nel nome del senso di responsabilità che le organizzazioni sindacali non hanno mai smesso di dimostrare.

È paradossale il fatto che queste spaccature che alimentano tensioni e violenze si stiano manifestando in relazione ad una questione di salute pubblica e sicurezza sanitaria che riguarda tutta la popolazione”, sottolinea Paglini. “Rispettiamo la libertà e le opinioni di tutti, ma la scienza non è opinabile, e i dati sull’andamento della pandemia dimostrano ampiamente che l’unica via per uscire dalla pandemia è il completamento della campagna vaccinale, anche introducendo l’obbligo per tutti”.

Sulla certificazione verde, da ieri obbligatoria per tutti i lavoratori, Paglini commenta: “Le vicende dei giorni scorsi, così come una certa narrazione catastrofista - afferma il segretario generale della Cisl territoriale - avevano fatto pensare che l’obbligo di Green Pass nei luoghi di lavoro avrebbe generato il caos nelle aziende: oggi possiamo dire che così non è stato. Ravvisiamo, invece, un grande senso di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti, imprese e lavoratori, inclusi quelli che hanno scelto di non vaccinarsi e inclusi quelli che liberamente hanno scelto di manifestare e protestare, nel rispetto degli altri e della libertà dei colleghi che si sono recati al lavoro. Le proteste ci sono state, ma sono state pacifiche. La maggioranza dei lavoratori è entrata in azienda e ha lavorato, come ogni giorno, non c’è stato il blocco della produzione che qualcuno aveva paventato”.

 


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