19 settembre 2020

Esteri

In Grecia non si mangerà più carne di cavallo

Sarà vietato anche usare i cavalli nella produzione di pellame e medicinali

| Clara Milanese |

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Cavalli

GRECIA - Dal 29 luglio la Grecia ha detto stop al consumo di carne di cavallo e al suo sfruttamento nella produzione di pellame e medicinali.

È stato infatti pubblicato sulla Gazzetta ufficiale greca un emendamento alla legge del 2012 che tutelava cani e gatti, nel quale si legge: “È vietato l’allevamento e l’utilizzo di animali per i combattimenti e per le attività correlate. È vietato altresì allevare e utilizzare cani, gatti e cavalli per la produzione di pellicce, cuoio, carne o per la fabbricazione di medicinali o altre sostanze”. In poche parole i cavalli sono ora considerati, anche per legge, alla stregua di cani e gatti.

Un grande risultato per il Paese ellenico, primo in Europa ad avere una legge simile, raggiunto grazie alla lotta delle associazioni Hellenic Animal Welfare Federation e Ippothesis che sono riuscite a farsi sentire fino in parlamento.

Le reazioni sono giunte anche dall’Italia, dove la consumazione di carne equina è ancora molto diffusa, tramite le parole di Sonny Richichi, presidente della Italian Horse Protection Onlus, che si è congratulato con le presidentesse delle associazioni elleniche.

Richichi ha però ammesso di non avere a che fare con un obiettivo semplice da realizzare anche nel bel Paese, visto che in Italia il consumo di carne di cavallo è alimentato da falsi miti e tradizioni che rendono il nostro Paese il primo in Europa sia per macellazioni di cavalli che per consumo di carne anche importata dall'estero.

 


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Clara Milanese

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