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07 dicembre 2021

Vittorio Veneto

Grazie Tina!

L’ex ministro Tina Anselmi nel ricordo dell’amica di una vita (di battaglie): Francesca Meneghin

| Emanuela Da Ros |

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| Emanuela Da Ros |

Grazie Tina!

Meneghin e Anselmi

VITTORIO VENETO - Molte delle leggi (a favore delle donne, dei minatori, dei più disagiati) che l’ex ministra trevigiana Tina Anselmi, scomparsa il primo novembre, ha fatto approvare dal parlamento italiano sono state elaborate a Vittorio Veneto. Meglio: a Ceneda, a casa di Francesca Meneghin.

“Rircordo - è Meneghin a parlare - che Tina veniva a casa mia accompagnata da un cugino carabiniere. Lui stava fuori dalla porta, spesso per un tempo interminabile, mentre io e la Anselmi studiavamo e mettevamo su carta i commi di proposte di legge che avevano quasi sempre lo stesso obiettivo: dare dignità alle donne, alle mogli, alle madri. Garantire alla parte più debole della società quelle risorse o quei riconoscimenti che consentissero di vivere in modo “civile”. Ricordo che le sedute duravano ore, e che spesso portavo una tazza di caffè al carabiniere che scortava Tina: lui la consumava fuori dalla porta, perché riteneva di dover stare lì. Ad aspettare”.

 

Tina Anselmi e Francesca Meneghin - entrambe nate nel 1927 - si erano conosciute a 17 anni. Nel giugno del ‘45. Pochi mesi dopo la fine della guerra. Avevano iniziato a operare “nella corrente cattolica del rinato sindacato Cgil” e presto erano state nominate dirigenti sindacali nel tessile (Meneghin a Treviso e Anselmi a Castelfranco). In comune avevano molto: determinazione, volontà, obiettivi. “Tina - puntualizza Meneghin - veniva da una famiglia modesta, ma aveva studiato. Aveva preso il diploma di maestra e poi si era laureata. Io ero cresciuta conoscendo la fatica del lavoro da quando avevo 11 anni. Questa era la differenza tra lei e me. Lei era riuscita a studiare, io ero orgogliosa di aver sperimentato il mondo del lavoro fin da bambina. Era una donna meravigliosa, Tina. Una donna che sapeva ascoltare. E fare. Insieme abbiamo percorso la stessa strada, sindacale e politica, ma in modo diverso. Nell’ultimo congresso della Dc, i giornali hanno descritto l’intervento di Tina Anselmi come “molto atteso”; il mio come “dirompente”. Credo che abbiamo unito le nostre forze e i nostri vissuti per rendere il nostro paese (e non solo) un po’ più giusto, un po’ più civile.”

 



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Emanuela Da Ros

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