06 agosto 2020

Vittorio Veneto

"Grave ritardo nel riscuotere i 470mila euro. Accertare il danno erariale"

Lo chiede la minoranza di Futuro Comune. Ma il sindaco chiarisce e tranquillizza

| Claudia Borsoi |

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| Claudia Borsoi |

Municipio Colle Umberto

COLLE UMBERTO - «Grave ritardo nella fatturazione e nella riscossione di oltre 470mila euro che il Comune avanzava da Piave Servizi. È una grave negligenza amministrativa». La minoranza di “Il futuro comune” ieri sera, mercoledì, ha presentato in consiglio comunale una mozione con cui chiedeva alla giunta di “accertare i fatti gestionali, il danno erariale e le responsabilità amministrative” riferite al fatto che per cinque anni, a partire dal 2014, il Comune di Colle Umberto non abbia riscosso i propri crediti verso Piave Servizi, gestore della rete idrica.

 

Il dibattito in aula è stato lungo visto anche gli aspetti molto tecnici della questione, e alla fine la mozione è stata respinta. «Non abbiamo perso 470mila euro» chiarisce subito il sindaco Sebastiano Coletti rassicurando i cittadini.

 

«Di sicuro si può affermare che prima del nostro intervento, nessuno si era posto il problema e la nostra azione è stata determinante per il recupero delle somme – affermano i consiglieri Ivano Piccin e Enos Baggio di “Il futuro comune” che già nel settembre 2019 avevano portato la questione in aula con un’interrogazione -. In ogni caso, lasciare delle somme nelle casse altrui, a fronte di continui solleciti da parte di Piave Servizi che si è dimostrato assolutamente corretto, è segnale di mal governo e poco controllo sull’operato amministrativo».

 

I fatti risalgono alla passata amministrazione. «Quei soldi (le entrate da Piave Servizi ndr) – chiarisce il sindaco Coletti – sono stati messi di anno in anno a bilancio a copertura delle singole annualità, così come consentito dalla normativa, anche se quelle somme materialmente non erano state incassate. Per il Comune non ci sono stati danni, perché ha sempre avuto liquidità di cassa per pagare di anno in anno quanto doveva pagare. L’unico problema si sarebbe posto se Piave Servizi fosse fallita. Ora i soldi, quasi 500mila euro, sono tutti nelle casse del Comune. È consentito nei bilanci comunali poter mettere a copertura di spese entrate certe, come lo erano queste, anche se poi non materialmente fatturate».

 


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Claudia Borsoi

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