26 gennaio 2021

Treviso

"Gli uomini non hanno ancora elaborato il lutto per la perdita del patriarcato"

Per Cinzia Mion, ex dirigente scolastico che collabora con Telefono rosa e Commissione pari opportunità, sono necessari percorsi formativi sin dalla prima infanzia

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

TREVISO - Ex dirigente scolastico molto apprezzata, oltre che psicologa e formatrice Cinzia Mion è anche la vice presidente della Commissione pari opportunità del Comune di Treviso, ma anche una delle volontarie del Centro antiviolenza telefono rosa. “Sono approdata una ventina di anni fa al centro a fare formazione preventiva nelle scuole partendo dai ragazzi della scuola secondaria di secondo grado. La vera formazione preventiva a dire il vero deve iniziare però dalla maturazione iniziale dell’identità di genere, quindi dalla scuola dell’infanzia”.

Che senso ha la Giornata per l’eliminazione della violenza contro la donna?

E’ importante rammentare, in una giornata dal valore simbolico, la barbara modalità di connotare ancora troppo spesso la propria relazione di coppia con violenze di vario genere, perdendo il controllo di sé e facendo naufragare la relazione stessa.

Basta una data all’anno?

Secondo me è importante ricordare e avviare iniziative che un po’ alla volta, affrontando la problematica da più prospettive, possono portare alla luce dinamiche che potrebbero aiutare a contenere il fenomeno. Ma accanto a queste iniziative deve affiancarsi una seria formazione di genitori, educatrici ed insegnanti, politici, giornalisti.In altre parole urge un cambiamento culturale del contesto sociale di appartenenza.

E’ ancora grave l’emergenza della violenza nei confronti delle donne?

Finché esiste anche un solo “femminicidio”…

Perché la donna continua a essere, nel 2020, soggetta a violenza?

Il discorso da fare sarebbe lungo. Dirò che gli uomini non hanno ancora rielaborato il lutto “per la perdita del patriarcato” e per il potere perduto che ne consegue. Nello stesso tempo non c’è ancora la vera parità perché le ragioni per cui gli uomini difendevano la gerarchia e il potere nei confronti delle donne sono sempre tutte lì.

Ad esempio?

La paura maschile delle donne, l’incapacità di pensarsi in un ordine “repubblicano e non monarchico”. Ciò che spaventa l’uomo oggi è anche la libertà che le donne sanno rivendicare cui l’uomo ha già abdicato. Questo insieme di cose fa affiorare spesso una grande frustrazione che si esprime con una rabbia primaria e incontenibile

Che cosa è urgente realizzare?

I veri percorsi di prevenzione non sono quelli di “evitamento” della violenza. Questi sono degli utilissimi interventi di emergenza. E non è sufficiente questo per pensare di avviare la parità. Bisogna attivare percorsi precoci dalla prima infanzia di “maturazione positiva” delle identità di genere rinnovate, liberate il più possibile da stereotipi, ma contemporaneamente orientate oggi per tutti sia all’autorealizzazione (storicamente destinata ai maschi) sia alla empatica relazionalità (storicamente destinata alle femmine).

 


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Roberto Grigoletto

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