22 giugno 2021

Castelfranco

Giovine replica alle critiche sulla valorizzazione della Pala del Giorgione

Materiale informativo e segnaletica: queste le priorità per l'assessore al turismo. Con un occhio rivolto al futuro della Chiesa di San Giacomo.

| Leonardo Sernagiotto |

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Giovine replica alle critiche sulla valorizzazione della Pala del Giorgione

CASTELFRANCO - Nei giorni scorsi, nei social network, vetrina e megafono di malumori e critiche della cittadinanza verso ciò che non va o che potrebbe essere migliorato a Castelfranco, sono emerse diverse lamentele sulla scarsa valorizzazione che il Comune riserverebbe alla Pala di Giorgione, vero gioiello e vanto cittadino.

Rispondendo alle critiche, l’assessore al turismo Gianfranco Giovine precisa: «Ricordo che la Pala del Giorgione è di proprietà della Parrocchia di Castelfranco, con la quale vi è un ottimo rapporto, tanto che più volte il parroco si è reso disponibile anche ad aperture del Duomo fuori orario. Il Comune, d’altra parte, finanzia l’illuminazione della Pala e veicola la pubblicistica. Abbiamo già predisposto il nuovo materiale, anche in lingua inglese, che sarà possibile trovare anche nell'ufficio Iat da poco riaperto. Inoltre, tra le priorità di questo assessorato vi è una nuova segnaletica urbana dei beni storico-artistici, da sempre punto debole nella nostra città». Giovine tuttavia sottolinea come il turismo a Castelfranco non si sia ancora ripreso dal lockdown di primavera, mentre all’orizzonte già si stagliano le nuvole di nuove restrizioni: «Il mio assessorato si basa anche sulla tassa di soggiorno, ridotta notevolmente in questo 2020».

Sempre concernente la Pala, sono emerse lamentale riguardo i faretti d’illuminazione, che smorzerebbero eccessivamente i colori del Giorgione. Come ribadito anche dall’assessore Giovine, l’illuminazione è stata concordata con la Soprintendenza e si basa sui criteri di perfetta leggibilità dell’opera e di assenza di riflessi, il tutto nell’osservanza dei valori di intensità luminosa stabiliti per la conservazione. «La questione dell’illuminazione è una faccenda molto lunga e complessa: ad esempio, già da diverse settimane stiamo lavorando per poter dare maggiore visibilità, tramite nuovi faretti, alla Pala di Paolo Piazza, recentemente collocata nella chiesa di San Giacomo. Anticipo qui che sarà nostra volontà poter esporre altri dipinti in questa chiesa» ha ricordato Giovine, nell’ottica di rendere questo edificio religioso un ulteriore polo culturale cittadino.

 



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Leonardo Sernagiotto

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