15 ottobre 2021

Cultura

Giornata Mondiale del Teatro - “La città ha bisogno del teatro. Il teatro ha bisogno dei cittadini”

A un anno dalla chiusura è ancor più fondamentale celebrare questa Giornata: facciamolo anche da casa

| Manuel Trevisan |

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| Manuel Trevisan |

27 marzo - Giornata Mondiale del Teatro

GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO – Oggi, sabato 27 marzo, è la Giornata Mondiale del Teatro. Si potrebbe dire che quest’anno alla festa manchi il festeggiato: è da un anno, infatti, che le porte dei teatri sono chiuse, le luci spente, i sipari abbassati.

Di recente abbiamo assistito a tante manifestazioni volte a sottolineare come i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo meritino le stesse tutele e lo stesso rispetto di qualsiasi altro tipo di lavoro; perché sì, va detto e ricordato, “fare arte” è un mestiere.

Una battaglia che, teniamolo bene a mente, riguarda tutti, dal momento che senza attori e attrici tutelati e rispettati il teatro non esisterebbe. E l’esistenza del teatro è da sempre fondamentale, perché, per citare Paolo Grassi, “il teatro è un diritto e dovere per tutti. La città ha bisogno del teatro. Il teatro ha bisogno dei cittadini”.

Un bisogno che, talvolta, può diventare terapeutico. Di esempi se ne possono fare molti. Si potrebbe citare la più moderna Teatroterapia, o, facendo un salto indietro nel tempo fino al periodo del romanticismo, Dumas Père, che nel suo “Kean - genio e sregolatezza” del 1836 racconta come la frequentazione del teatro abbia guarito Anna da una depressione.

I medici, scrive Dumas, esasperati perché tutti i loro tentativi andavano fallendo, provano un ultimo disperato esperimento: la visione di tre rappresentazioni del celebre attore Kean. A mano a mano che Anna assiste agli spettacoli, le sue emozioni, assopite da tempo, riaffiorano con sempre maggior vigore finché , durante l’ultima serata teatrale, esplodono in un pianto liberatorio.

Constatata l’importanza del teatro nella storia e ancor più oggi, per festeggiarlo a dovere anche in un momento così delicato, propongo un gioco che tutti noi possiamo fare anche da casa: aspettando la sua riapertura fisica, creiamo il nostro “teatro mentale”, come autori romantici quali Byron, Colleridge o De Musset insegnano.

Perché il teatro, chiuso o aperto che sia, vive in noi, nella nostra immaginazione. Rivisitando per l’occasione il concetto pensato da questi autori, quindi, leggiamo una qualsiasi pièce teatrale e costruiamo noi nella nostra testa la messa in scena.

Buona Giornata del Teatro a tutti e a tutte.



La pièce teatrale “Kean – Genio e Sregolatezza” di Alexandre Dumas Père tradotta in italiano

 


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Manuel Trevisan

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