05 aprile 2020

Treviso

Gioco d'azzardo, la prevenzione parte dai baristi

Per arginare il fenomeno della ludopatia Confcommercio con il Serd avvia i corsi di formazione per i nuovi esercenti

| Isabella Loschi | commenti |

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Gioco d'azzardo, la prevenzione parte dai baristi

TREVISO - I numeri delle sale gioco e slot machine sono in continua crescita, come in crescita è il numero delle persone affette da ludopatia. Il fenomeno della ludopatia è in espansione anche nella Marca, ne soffre il 2,3% della popolazione. Ogni trevigiano spende, mediamente, 1.086 euro l’anno rispetto ai 1.400 euro della media nazionale (escluse le giocate online). Dal 2009 al 2014 sono state 601 le persone seguite dall'Usl9 dipendenti dal gioco. Solo nel 2016 le persone seguite dal Serd, il servizio per le dipendenze patologiche dell’azienda sanitaria trevigiana, sono state 315. “Senza considerare - sottolinea la dottoressa Fiorin del Serd - di tutto il sommerso, con tanti giovani e tante situazioni di disagio non intercettate dal servizio sanitario che dilagano mettendo in crisi coppie e famiglie”.

Si tratta per la maggio parte di uomini di età compresa tra i 40 e i 55 anni, per lo più disoccupati o già in pensione. Tra le tipologie di gioco preferite ci sono al primo posto le slot machine e i gratta e vinci.

“Troppo spesso in edicola si incontrano nonni con nipoti che comprano gratta e vinci o papà che gioco alle macchinette con i figli”, ha sottolineato Renato Salvadori, presidente della Confcommercio. Proprio per arginare il fenomeno e mettere un freno al preoccupante fenomeno scendono in campo direttamente gli esercenti dei locali pubblici. La Fipe (federazione italiana pubblici esercizi) e Confcommercio, con la collaborazione del Serd dell’Usl2, danno il via ad un corso di formazione ad hoc sulla prevenzione delle dipendenze da slot e gioco d’azzardo, rivolto ai futuri baristi frequentanti i corsi.

“Per diventare baristi e poter aprire un pubblico esercizio occorre frequentare un corso professionalizzante, in cui si apprendono tutte le nozioni base sulla normativa fiscale, igienico- sanitaria e sulla somministrazione di alimenti e bevande - spiega Salvadori - In un anno, dai centri di formazione di Confcommercio escono circa 160 baristi destinati ad aprire o rilevare altrettanti locali. Da ora in poi, impareranno anche a individuare i clienti a rischio e quelli con i sintomi da “dipendenza”, grazie alle lezioni in aula tenute dal personale medico competente”.

“Questa iniziativa- spiega la presidente di Fipe Dania Sartorato - va ad aggiungersi all’impegno già  concretizzato con l’adesione di ConfCommercio al protocollo di intesa della Prefettura, firmato a settembre, che vede un patto tra tutti i soggetti per regolamentare i “punti di gioco”, contrastare il gioco illegale e tutelare le fasce deboli. Gli esercenti, negli ultimi anni, si sono dovuti trasformare in veri e propri “controllori” dei fenomeni sociali. Essendo dei “sensori” dei vari andamenti, a strettissimo contatto con il pubblico e coi giovani, si trovano sempre più spesso a svolgere ruoli di prevenzione e di controllo sociale che vanno al di là dell’aspetto strettamente imprenditoriale”.

“Attuare una prevenzione mirata e una figura dell’esercente “saggio” e formato può rivelarsi strategica e determinante”. Sul tema molti soggetti stanno costruendo percorsi ed iniziative: Centro Servizi volontariato e Centro della Famiglia in primis con servizi per sostenere i ludopatici e sensibilizzare i cittadini sui rischi e sui problemi del gioco d’azzardo; ma anche molti sindaci della Marca attenti alla dislocazione delle sale gioco e alla regolamentazione degli orari di apertura nei comuni.

 



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Isabella Loschi

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