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26 maggio 2024

Nord-Est

Gino Cecchettin: "Vivo nell'amore per Giulia, il perdono è difficile"

Ha appena scritto un libro per ricordare la figlia, i diritti che lo riguardano vanno a sostenere un progetto più ampio a favore delle vittime di violenza di genere e Fondazione Giulia che sta nascendo

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Gino Cecchettin:
Gino Cecchettin

 

VENEZIA - "Quando è mancata mia moglie Monica ho capito che noi padri siamo insufficienti: lei, mamma grandiosa, nel colloquio con i figli toccava corde speciali, io ho dovuto imparare. Giulia più di tutti mi ha fatto capire l'importanza del dialogo costante. Dopo quasi un anno, appena ritrovato un po' il sorriso in famiglia, siamo stati ritravolti: pensavo fosse difficile attraversare la perdita di una moglie, ma quanto vissuto con Giulia è di un ordine di grandezza maggiore, ha squassato le nostre anime". A parlare così, nell'intervista sul numero da domani in edicola di Famiglia Cristiana, è Gino Cecchettin (nella foto), padre di Giulia, scomparsa l'11 novembre scorso e diventata simbolo dei troppi femminicidi che si commettono in Italia.

Ha appena scritto un libro per ricordare la figlia, i diritti che lo riguardano vanno a sostenere un progetto più ampio a favore delle vittime di violenza di genere e Fondazione Giulia che sta nascendo. Progetti condivisi con gli altri due figli: "Con Elena e Davide mi confronto su ogni progetto. Mi hanno incoraggiato anche a costo di sacrificare qualche ora tra noi. Elena dopo aver letto il libro mi ha scritto: 'Sono fiera di un papà come te'".

A chi gli chiede dove abbia imparato questo modo eroicamente pacato, risponde: "La vicenda di Giulia va oltre la comprensione umana: una cosa così non si governa con i sentimenti, ci vuole razionalità. Ho capito subito che se mi fossi concentrato sulla rabbia invece che su quello che di positivo potevo fare, sull'amore per mia figlia e sul bene che lei ci ha lasciato, sarei uscito pazzo".

Agli uomini chiede di cambiare la cultura, dicendo noi, mettendosi in mezzo: "Anch'io sono cresciuto a Rambo e Commando, film su 'maschi alfa' per cui parteggiavamo perché usavano la violenza contro i cattivi. Ma va bene finché chi vi si identifica è equilibrato, se non lo è magari quella violenza la usa davvero". E a proposito di perdono, spiega: "Si può perdonare una marachella, un tradimento, qualcosa che ti consente di andare avanti, con un omicidio è difficile. Sono umano, non so se mai ci arriverò".

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