22 gennaio 2021

Treviso

Gentilini a tutto spiano: "Nella mia lista a Treviso niente gay. Solo puri di mente e di corpo"

Le dichiarazioni al vetriolo dello Sceriffo

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Gentilini a tutto spiano:

TREVISO - "Sono tornato, sono nato per combattere e vincere": su Radio 24 parla Giancarlo Gentilini, lo "sceriffo" ex sindaco leghista di Treviso, 88 anni, che si ripresenta alle elezioni comunali con una sua lista insieme al governatore del Veneto Luca Zaia. "Bisogna cacciare la dittatura della sinistra bolscevica - dice - e dico bolscevichi perché quando vedo dei cortei della sinistra vedo bandiere con la falce ed il martello. Allora vuol dire che sono bolscevichi".

 

Alla domanda se si senta vecchio risponde: "a 88 anni ho dentro ancora una grande carica e l'involucro tiene ancora. Sono sull'agone a combattere. Pugnale in bocca. Oggi in Italia - aggiunge - ci vorrebbe proprio un vero capo. Dio, Patria e famiglia, e tutti devono adeguarsi a questo Vangelo secondo Gentilini".

 

Parla poi di migranti: "vorrei cacciare i clandestini da Treviso, ma credo sia un compito molto arduo. Credo che anche a Salvini tremino i polsi a pensare a questo problema che dovrà affrontare - sottolinea -. C'è una migrazione biblica, favorita anche, purtroppo, dalle gerarchie ecclesiastiche. La mia previsione è che l'Italia sarà islamizzata. La razza del Piave aveva 8-9-10 figli. Adesso le famiglie hanno difficoltà, non si sposano neppure più. Nasce un bambino ed è finita".

 

E i gay? "Ormai li sopporto - risponde - purché non facciano esibizionismo. Se tornerò in consiglio comunale cercherò di impedire Gay Pride a Treviso. Mi fa un certo senso vedere due uomini che si baciano, due donne che si baciano. Adesso entra nella normalità". Nella sua lista ci saranno gay?: "No - risponde - chi fa parte della mia lista è come ai raggi X. Cioè, devono essere perfetti. Puri di mente e di corpo. Gay non ne parliamo nemmeno".

 

 

Per Gentilini Mussolini è stato un grande statista "che poi è stato travolto da Hitler e altri compagni. Ma le grandi conquiste, le pensioni, l'Agro Pontino, sono state portate avanti da Mussolini. Bisogna guardare la storia, separando il buono dal cattivo". Dopo il litigio con la Lega, "lo sceriffo" spiega così il riavvicinamento: "Salvini mi ha chiamato e mi ha detto: Giancarlo, mi raccomando, abbiamo bisogno di te". Per il governo con chi deve allearsi? "Berlusconi e Di Maio sono due rappresentanti di civiltà diverse - afferma - Di Maio vive nella civiltà attuale, Berlusconi vive in una civiltà di 50 anni fa. Il futuro è in mano ai giovani. Di Maio e Salvini devono andare assieme a braccetto, credo questa sia la soluzione trovando una convergenza su certi argomenti".

 


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