27 novembre 2020

Treviso

E i genitori non stanno a guardare

Trasporti, didattica a distanza, chiusura degli istituti: la preoccupazioni dei presidenti dei Consigli di istituto trevigiani

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

E i genitori non stanno a guardare

TREVISO - Studenti, maestre e professori, presidi, bidelli e amministrativi: la scuola è un pianeta. Attorno al quale ne orbita un altro, quello dei genitori. I quali vivono, di riflesso, la quotidianità scolastica. La parte seconda dello scorso anno e la prima di questo stanno mettendo alla prova anche loro, perché a essere in gioco è il successo formativo dei figli. I problemi della pandemia li interpellano, eccome. Ma si chiedono anche la loro funzione qual è.

Abbiamo interpellato chi i genitori li rappresenta negli organi collegiali della scuola, i presidenti dei Consigli di istituto di Treviso: Luisa Tarlon (Duca degli Abruzzi) Francesca Pellegrini (M. Alberini), Karina Castellino (F. Besta), Francesco Scomparin (A. Palladio), Giovanna Favero (Max Planck), Patrizia Campana (Riccati-Luzzatti), Valentina De Gaspari (Fermi-Giorgi), Daniele Criveller (Liceo Artistico), Sandro Menin (G. Mazzotti). “Il covid-19, lo si voglia o no, rappresenta nelle nostre vite uno spartiacque tra ciò che pensavamo "normale" prima della sua diffusione, e i cambiamenti che ci ha imposto. La prima riflessione che ci viene in mente è che - forse - accogliere come opportunità quanto accade ci rende responsabili della differenza: che l'esito sia un successo o un problema dipende anche dal contributo di ciascuno di noi”.

Nelle scelte didattiche vogliono affidarsi. Difficile preferire le une alle altre: “Nel merito della didattica, sia essa in presenza o a distanza, la nostra posizione è: ci fidiamo dei dirigenti e degli insegnanti”. La pandemia – garantiscono i presidenti dei Consigli di istituto – richiede elasticità e senso pragmatico, “che però non sempre si declinano con la struttura ingessata delle istituzioni; mentre lo sforzo che le scuole impegnano per fornire una risposta di qualità è grandissimo”.

Va nel concreto  Andrea Mirabile, presidente del Consiglio di istituto del liceo scientifico “Da Vinci”. Sui trasporti, tanto per cominciare: “Per un migliore effetto sarebbero occorsi una programmazione preventiva ed un adeguato impegno economico da parte delle autorità pubbliche competenti, nazionali e regionali che non vi è stato, se non in ridotta misura”. E sulle lezioni in presenza o a distanza: ”La scuola deve svolgersi in presenza e la didattica a distanza è un surrogato delle lezioni in aula; a perderci non è solo l'apprendimento: ragazzi costretti a rimanere a casa davanti ad un computer senza possibilità di relazionarsi con i docenti e soprattutto con i propri coetanei”.

Gli fa eco la presidente del Consiglio del liceo classico-linguistico Canova, Evelina Pozzobon : “Mi auguro che la scuola non chiuda e credo in assoluto più sull’efficacia della didattica in presenza; nella necessità di ricorrere alla didattica a distanza direi di preferire quella a distanza alternata alla didattica in presenza e organizzata per l’intero gruppo classe. D’altro canto, vista anche l’esperienza delle lezioni da remoto durante il loockdown, penso che ancora molto la scuola dovrà investire in tale ambito, sia nella formazione degli insegnanti che nell’educazione dei ragazzi, quindi ampi sono margini di miglioramento nella didattica a distanza”.

 


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