26 febbraio 2020

Montebelluna

I genitori del consiglio d’Istituto prendono le distanze dalla dirigente dopo il caso Montessori

“Abbiamo chiesto alla Dirigente, in più occasioni, di togliere lo striscione esposto esternamente alla scuola”

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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Istituto comprensivo Rita Levi Montalcini

MONTEBELLUNA – La componente genitori del Consiglio d’Istituto "Rita Levi Montalcini" conferma quanto scritto nella lettera dalla famiglie che con una missiva al Ministro hanno lamentato che quanto pubblicizzato da volantini e striscione fuori dalla scuola non corrisponde a quanto offerto dalla scuola stessa. I genitori eletti in seno all’organo rappresentativo scolastico intervengono perché citati nella lettera delle famiglie, per chiarire che sull’accaduto non hanno responsabilità.

Siamo sinceramente dispiaciuti che le famiglie siano deluse e si sentano ingannate o quanto meno mal informate dall’Istituto Comprensivo “Rita Levi Montalcini” – ci scrivono in una lettera ufficiale, inviataci direttamente dalla Presidente del Consiglio d’Istituto, che fa parte dei genitori eletti -. Tuttavia, ci teniamo a chiarire che la Dirigente Scolastica, Santa Aiello, ha pubblicizzato la sezione Montessori e affisso lo striscione prima ancora di proporre il progetto al Collegio dei Docenti e senza che il Consiglio di Istituto ne fosse minimamente informato”.

Quindi proseguono: “A fine novembre, il Consiglio di Istituto infatti, è stato chiamato a deliberare sui criteri di iscrizione alla sezione a tempo prolungato ad ispirazione Montessoriana della scuola secondaria di primo grado. In tale sede alcuni genitori del Consiglio hanno puntualizzato che prima di deliberare era opportuno che la Dirigente illustrasse ai consiglieri della componente genitori (si supponeva che i docenti ne fossero a conoscenza) l'organizzazione di tale proposta. Emerso che nemmeno i docenti ne sapevano niente e che il Collegio non era stato interpellato in merito, il Consiglio ha deciso di rimandare la deliberazione dei criteri ad una data successiva al passaggio del progetto in Collegio dei Docenti, avvenuto in data 5 dicembre”.

“Nella riunione di presentazione dell’offerta formativa della scuola secondaria di primo grado del 6 dicembre scorso, la Dirigente ha presentato con nostro stupore, una sezione a 36 ore (tempo scuola non previsto nel PTOF) con attività pomeridiane laboratoriali. Avendo saputo che il giorno precedente il Collegio dei Docenti non aveva approvato la proposta di attivare una sezione a tempo prolungato ad ispirazione Montessori, eravamo convinti che tale tempo scuola non venisse presentato. Confermiamo, poiché alcuni di noi erano presenti, che quanto riportato nella lettera dei genitori, in riferimento alla riunione del 6 Dicembre, corrisponde alle dichiarazioni fatte dalla Dirigente in quella serata. Precisiamo che nei giorni a seguire noi genitori del CdI abbiamo chiesto alla Dirigente, in più occasioni, di togliere lo striscione esposto esternamente alla scuola in quanto, a nostro parere, non era conforme a ciò che la stessa aveva dichiarato nell’incontro di presentazione del 6 dicembre”.

Va rammentato che striscione e volantini sono stati contestati dai genitori che hanno scritto al Ministro dell’Istruzione: “Infatti, se il proporre attività didattiche laboratoriali durante le ore di lezione, fa diventare una scuola ad “ispirazione Montessoriana” allora quante scuole possono pregiarsi di tale titolo? Come mai però tutte le altre scuole in cui si praticano quotidianamente attività laboratoriali non espongono striscioni in cui pubblicizzano di ispirarsi al metodo Montessori?”.

I genitori quindi concludono: “Dissentiamo, inoltre, dalla decisione presa dalla Dirigente, unilateralmente, di offrire all’utenza come unica possibilità, per potersi iscrivere alla scuola primaria “G. Marconi”, quella del tempo pieno a didattica differenziata Montessori e lo abbiamo fatto presente più volte nelle sedute del Consiglio di Istituto. Siamo infatti fermamente convinti che i due metodi (tradizionale e Montessori) debbano coesistere per il bene dei bambini e al fine di una positiva e reciproca contaminazione, come dimostrano diverse esperienze in altre scuole primarie”.

 

 

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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