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28 febbraio 2024

Nord-Est

Funerali di Giulia fissati a martedì 5 dicembre a Padova

Affisse a Vigonovo le epigrafi della ragazza, esequie alle 11.00. Nel frattempo emergono nuovi particolari sull'interrogatorio dell'ex fidanzato. Martedì lutto regionale

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Funerali di Giulia fissati a martedì 5 dicembre a Padova

VIGONOVO - L'ultimo saluto a Giulia Cecchettin verrà dato martedì 5 dicembre, alle ore 11.00, con la cerimonia funebre prevista nella Basilica di Santa Giustina. Lo si legge nelle epigrafi già affisse stamane a Vigonovo, il paese di Giulia. Il nulla osta della Procura al rilascio della sala alla famiglia, dopo l'autopsia di ieri, è atteso in queste ore. Santa Giustina è una chiesa capace di ospitare migliaia di persone, affacciata su Prato della Valle, una piazza vastissima che permettere a molti di seguire la cerimonia, su maxi schermi, anche all'esterno della basilica.
"Il tuo sorriso il regalo più bello, il tuo amore un messaggio per il mondo", si legge nell'epigrafe. Al termine del rito funebre a Padova, è previsto alle ore 14.00 un momento di preghiera nella chiesa parrocchiale di Saonara (Padova), paese di origine della famiglia di Giulia. Domani sera, sempre a Saonara, si terrà una veglia di preghiera in suffragio.

L'AUTOPSIA
Sul corpo di Giulia Cecchettin l'esame necroscopico non avrebbe rivelato tracce evidenti, ne' sulla bocca ne' sulle mani, di legature con lo scotch. Lo si apprende da fonti qualificate. Un pezzo di nastro adesivo - che Filippo aveva acquistato on line prima dell'omicidio - era stato rinvenuto, con tracce di capelli, nella zona della seconda aggressione compuita da Turetta sull'ex fidanzata nella zona industriale di Fossò, sabato 11 novembre. Quanto agli altri traumi vi sarebbe conferma di una frattura cranica sulla vittima, dovuta alla caduta a terra di Giulia, sempre a Fossò, causata dalla furia dell'indagato. Questa ferita però non sarebbe stata da sola determinante nel decesso, avvenuto per dissanguamento.

L'AMMISSIONE DI FILIPPO
"L'amavo, la volevo per me, non accettavo che fosse finita". E' questo il senso delle parole che avrebbe detto al pm Filippo Turetta nel corso dell'interrogatorio di ieri durato nove ore. Il 21enne, come già fatto nelle dichiarazioni al gip, avrebbe affermato di voler "pagare e scontare la pena per le mie responsabilità di un'omicidio terribile".

Turetta, stando a quanto emerso dall'interrogatorio di ieri, non si dava pace per la fine della relazione con Giulia Cecchettin, che l'aveva lasciato la scorsa estate, e avrebbe provato in tutti i modi a recuperare il rapporto. Anche con comportamenti, come confidava Giulia alle amiche, che erano una violenza psicologica nei confronti della 22enne. "Quella sera mi è scattato qualcosa in testa, ho perso la testa", avrebbe detto Turetta, difeso dai legali Giovanni Caruso e Monica Cornaviera, al pm cercando di respingere l'ipotesi di una premeditazione e, in sostanza, descrivendolo come un delitto d'impeto. Ha detto di aver commesso un "fatto terribile" per il quale non ci sono scusanti, ribadendo di essere pentito, affranto e pronto a pagare quello che dovrà pagare in termini di giustizia. Giulia è stata uccisa a coltellate e, stando a quanto filtrato dall'autopsia di ieri, i fendenti potrebbero essere stati sferrati col coltello con lama da 12 centimetri trovato nell'auto in Germania. Una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti, che stanno cercando riscontri alle risposte di Turetta, le ultime coltellate potrebbero essere state sferrate all'interno dell'auto nella zona di Fossò. E dopo che Turetta l'aveva spinta a terra, rincorrendola mentre lei fuggiva, facendola cadere con la testa sul marciapiede e poi caricandola sulla macchina.

LUTTO REGIONALE

“Martedì, per le esequie di Giulia, chiedo all’intero Veneto un segnale corale, forte e chiaro, contro la violenza di genere. Una giornata che diventi indelebile, che segni il passo perché fatti come questo possano non ripetersi più. Lo dobbiamo a Giulia, nel cui ricordo - e nel ricordo di tutte le donne uccise senza un perché - continueremo a lavorare stretti gli uni agli altri nel combattere la violenza di genere”. Lo dice il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, annunciando la pubblicazione, oggi, dell’ordinanza a firma del presidente stesso con cui viene decretato il lutto regionale per la giornata di martedì 5 dicembre, giorno delle esequie di Giulia Cecchettin, in coordinamento con le Prefetture del Veneto. “Esprimo nuovamente, anche avvicinandosi ai funerali, la mia vicinanza alla famiglia di Giulia e a tutti coloro che le vogliono bene. La vicenda di questa ragazza ha segnato nel profondo l’intera comunità; poteva essere nostra figlia, sorella, nipote, amica. È una triste pagina che ha portato il Veneto e l’Italia a identificarsi con questo dramma. Serve un segnale forte, anche dal punto di vista simbolico: invito tutte le istituzioni a porre le bandiere a mezz’asta e i cittadini a indossare fiocchi rossi, e ad esporli sulle porte e sulle finestre delle proprie case. Chiedo anche alle attività economiche di osservare, durante le esequie, un momento di pausa nelle attività. L’auspicio è che da questa tragedia nasca un movimento che con voce alta, corale, forte, esprima ogni giorno al mondo un messaggio contro la violenza sulle donne”.

 

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