22 giugno 2021

Treviso

"Fondamentale continuare a migliorare gli standard di sicurezza sul lavoro"

Confartigianato: "Nel 2020 corsi formativi per oltre 6300 persone"

| Isabella Loschi |

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 Vendemiano Sartor

TREVISO - “Artigianato e sicurezza sono sulla stessa lunghezza d’onda”. “I titolari di pmi e imprese artigiane sanno benissimo quanta importanza abbia investire in sicurezza. Dipendenti, datori di lavoro e loro collaboratori familiari che operano in azienda o in cantiere, corrono tutti gli stessi rischi e il livello di coinvolgimento personale ed emotivo in eventuali incidenti va ben oltre le responsabilità dovute per legge”, le parole del presidente di Confartigianato Vendemiano Sartor.

Nel 2020 l’associazione ha formato sulla sicurezza sul lavoro oltre 6.300 persone tra titolari, soci e lavoratori in oltre 520 corsi. “A queste attività si devono sommare gli sforzi sostenuti per adeguare gli ambienti di lavoro ai protocolli anticontagio e l’imminente azione formativa di aggiornamento per i 32mila lavoratori dipendenti del mondo artigiano trevigiano in applicazione delle normative del 2011”.

“Agire in sicurezza significa ottimizzare i processi, organizzare e rendere efficiente il lavoro, conferendogli qualità. Significa rendere attrattiva un’impresa agli occhi di chi sta cercando un lavoro e orgoglioso e tutelato chi in essa già opera. In questo ambito, anche alla luce dei tragici eventi succedutisi nel corso delle ultime settimane, riteniamo fondamentale continuare a sensibilizzare tutti gli operatori per aumentare il livello di consapevolezza sull’importanza dell’apporto di ciascuno per il miglioramento degli standard di sicurezza”, aggiunge Sartor.

“La formazione in materia di sicurezza, obbligo inderogabile - ha osservato Stefano Farina, curatore dei seminari - viene spesso subita come un’imposizione e di conseguenza la partecipazione a momenti formativi si rivela una forzatura. Grazie alle immagini di insicurezza raccolte nel corso della mia esperienza professionale ricerco l’interazione, confronto quello che i partecipanti fanno nella loro quotidianità, a volte anche inconsapevolmente, con quello che invece dovrebbero fare per evitare di esporsi ad inutili rischi che ne possono compromettere la loro integrità”.

 


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