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28 novembre 2021

Nord-Est

'Fiumi' di eroina al Nord, viaggiava nascosta in estintori

Al traffico ha messo fine l'operazione 'Wolf' della Squadra Mobile di Venezia, coordinata dalla Procura della Repubblica lagunare

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'Fiumi' di eroina al Nord, viaggiava nascosta in estintori

VENEZIA - Viaggiava su Tir che dal Medio Oriente arrivavano in Italia, nascosta all'interno di estintori, l'eroina pura al 100% che arrivava sulle piazze di Veneto e Lombardia.

Al traffico ha messo fine l'operazione 'Wolf' della Squadra Mobile di Venezia, coordinata dalla Procura della Repubblica lagunare. Le destinazioni erano sempre differenti, per non dare punti di riferimento. Sono alcuni dei particolari dell'indagine svelati oggi in una conferenza stampa in Questura a Venezia.

L'operazione ha permesso di disarticolare un'associazione per delinquere con base in Veneto e Lombardia.

Sono 10 le ordinanze di custodia cautelare a carico di cittadini turchi, iracheni e iraniani: otto di questi sono stati raggiunti alle prime luci dell'alba di oggi dagli agenti, sette portati in carcere, mentre per uno è stato disposto l'obbligo di dimora e firma alla polizia giudiziaria. Mancano all'appello ancora due componenti della banda, attualmente irrintracciabili.

Le indagini, partite a maggio del 2018 a seguito di un importante sequestro di eroina a Marghera, hanno ricostruito la struttura di un'associazione che aveva la testa di ponte in Veneto, in particolare nella provincia di Padova, con una succursale in provincia di Varese, dove è stato individuato un centro di stoccaggio della droga.

I due rami dell'organizzazione facevano riferimento ad un unico capo, che gestiva gli approvvigionamenti dalla Turchia e decideva come reinvestire i profitti dell'attività illecita.

I carichi di eroina permettevano di rispondere alla domanda su piazza in Veneto e Lombardia, ma venivano direzionati anche su altre direttrici, specie in Svizzera.

I membri dell'organizzazione, in Italia con permesso di soggiorno, sono titolari di attività commerciali fittizie - dal barista al fruttivendolo - che servivano perlopiù da copertura. Si muovevano con cautela, incontrandosi con i referenti dello spaccio in luoghi molto frequentati, in particolare alla stazione di Mestre o nei parcheggi di centri commerciali.

Le intercettazioni telefoniche e telematiche, così come servizi di appostamento e pedinamento, hanno permesso agli investigatori di coglierne alcuni sul fatto.

 

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