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09 agosto 2022

Montebelluna

"Figli di un dio minore. Storie di ragazze e ragazzi palestinesi arrestati dall’esercito israeliano"

Aperta ieri la mostra fotografica nella sala esposizioni della Biblioteca comunale di Montebelluna

| Margherita Zaniol |

| Margherita Zaniol |

Figli di un dio minore

MONTEBELLUNA - L’Anpi “D’Artagnan”, sezione di Montebelluna, in collaborazione con la CGIL territoriale di Montebelluna e con il patrocinio del Comune di Montebelluna, ha organizzato l’esposizione della mostra “Figli di un dio minore” realizzata dal fotografo Roberto Brancolini (con il contributo di varie associazioni e con il sostegno e la promozione del Centro Diritti Umani dell’Università di Padova). La mostra sarà allestita presso la Biblioteca comunale dal 9 al 18 dicembre 2021.

La mostra fotografica, accompagnata da testi esplicativi con i necessari riferimenti documentali a luoghi, soggetti ed eventi, intende fornire al pubblico e in particolare ai ragazzi impegnati nei percorsi di “Educazione alla cittadinanza ed ai diritti umani”, uno strumento di riflessione sulle condizioni giuridiche adottate in territori già fortemente privati di diritti civili oltre che politico-economici. Le fotografie di Roberto Brancolini documentano l’esperienza di adolescenti palestinesi arrestati dall’esercito israeliano nei Territori Occupati, nelle aree di Gerusalemme, Ramallah, Nablus e Hebron.

Ogni anno, Israele sottopone a processo tra i 500 e i 700 minori nei propri tribunali militari. I ragazzi sono arrestati, interrogati e detenuti dall’esercito. Si stima che, dal 2000 a oggi, le autorità israeliane abbiano arrestato, processato e detenuto circa 13.000 minori palestinesi. Secondo il diritto internazionale, la detenzione di minori dovrebbe essere una misura di ultima istanza e durare per il più breve tempo possibile. La legge civile protegge i minori arrestati in Israele, ma nei Territori Occupati della Cisgiordania si applica la legge di guerra e operano le corti militari. Oltre a ciò, secondo le denunce di molti osservatori, ragazzi e ragazze palestinesi subiscono spesso arresti e detenzioni arbitrarie. L’accusa più comune loro rivolta è quella di lancio di pietre. La pena per questo reato può arrivare fino a 20 anni di carcere.

Roberto Brancolini è un fotografo freelance che si occupa di cronaca e reportage. Ha seguito lo sviluppo dei movimenti antiglobalizzazione in Italia, le vicende degli indigeni del Chiapas in Messico dopo la rivolta zapatista, le proteste di Gezi Park in Turchia. Più di recente ha svolto una ricerca fotografica sulle donne che migrano dall’Est Europa e, da quando è stato costruito il muro di separazione in Cisgiordania, segue il deterioramento delle condizioni di vita dei civili palestinesi. Collabora con la Tavola della Pace e con agenzie, riviste e quotidiani nazionali. 

 


| modificato il:

Margherita Zaniol

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