21 ottobre 2020

Treviso

I fedeli di Treviso hanno celebrato il Beato Enrico e il vescovo si è inginocchiato davanti alla sua tomba

Il beato di origine tirolese, spirato a Treviso il 10 giugno 1315, è stato celebrato dal vescovo e dalla comunità dei fedeli

| Lucia Russo |

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I fedeli di Treviso hanno celebrato il Beato Enrico e il vescovo si è inginocchiato davanti alla sua tomba

TREVISO – Città in festa per celebrare il beato Enrico da Bolzano. Decine le persone che nel rispetto della normativa Covid 19, hanno preso parte alle celebrazioni che ieri hanno coinvolto tutta la città. Il culmine ieri sera in cattedrale dove il vescovo Michele Tomasi ha ripercorso le gesta di Enrico definendolo come un “pellegrino urbano, santo della porta accanto, un “povero di Gesù”, un innamorato di Dio, un maestro esigente di condivisione, che insegna che è necessario farsi poveri per aiutare i poveri".

Beato Enrico era un laico povero e penitente che mendicava per le strade di Treviso distribuendo ai poveri quello che raccoglieva dall’elemosina. Un uomo che ha sempre vissuto una vita evangelica radicale fatta di preghiera e grande spirito di carità.

Ieri durante le celebrazioni, il vescovo si è avvicinato anche all’urna collocata nella cattedrale dov’è custodito il corpo del beato Enrico e ha pregato ricordando anche il momento storico di pandemia che il mondo sta affrontando.

“Ci siamo trovati in questo periodo di prova, impotenti e smarriti eppure, nella debolezza, capaci di sostenere con il nostro impegno gli sforzi di tanti per il bene di tutti – ha detto il vescovo – Ora ripartiamo e osiamo sperare che gli sforzi non siano stati vani che il bene di tutti e di ciascuno continui ad essere il faro che ci orienta nelle decisioni piccole e grandi che daranno forma al nostro vivere insieme. Permettici di costruire insieme relazioni di accoglienza, di servizio reciproco e di pace vera. Resta con noi, Signore Dio onnipotente, non ci abbandonare e fa’ della nostra vita uno strumento di benedizione e gioia come fu quella del beato Enrico”.

Diverse sono le opere che Treviso conserva a testimonianza della devozione e del riconoscimento per l’operato di carità del beato Enrico. Come la statua conservata nel museo diocesano che viene portata nella cattedrale il giorno della festa, il 10 giugno, il quadro del pittore Sitz fatto nel 1888 che ritrae il beato Enrico mentre distribuisce il pane ai poveri della città e un tempietto a lui dedicato nella zona limitrofa alla cattedrale in via Canova. Tutti luoghi che ieri sono stati coinvolti nelle celebrazioni iniziate alle 7.30 proprio dal tempietto che rimarrà aperto fino a mercoledì 17 giugno dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 18.30.

 



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Lucia Russo

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