13 agosto 2020

Lavoro

Fase 2: l'esperto, 'ricaduta su settore bancario con crescita crediti non performing'.

| AdnKronos |

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Fase 2: l'esperto, 'ricaduta su settore bancario con crescita crediti non performing'.

Roma, 4 giu. (Labitalia) - "Il coronavirus ha fortemente impattato Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte e Marche, in buona sostanza il cuore produttivo del Paese Italia. In questo scenario a tutti gli effetti assimilabile ad un evento bellico si può prevedere una forte ricaduta sul settore bancario con conseguente crescita dei crediti non performing, analisi questa supportata dalle prime stime di caduta del pil attese nei prossimi mesi". Lo dice all'Adnkronos/Labitalia Massimiliano Goffi, portfolio manager di Axactor Italy ed esperto del settore. "Le prime a soffrire di questa situazione - spiega - saranno sicuramente le imprese. La sensazione è che gli aiuti messi in campo dal Governo potranno contribuire a contenere le perdite, ma avranno minori impatti sul calo dei fatturati. Per quanto riguarda il credito corporate, si può prevedere una maggiore difficoltà per tutto il comparto legato al settore turistico e al comparto fieristico, fortemente impattato dal blocco mondiale, in cascata poi su quello manifatturiero e sulla logistica".

"Si può notare poi - osserva Massimiliano Goffi - un significativo effetto sui lavori manifatturieri e su quelli artigiani, impattati sia dal blocco delle attività che dalla minore disponibilità finanziaria dell’intero sistema. Un effetto domino, insomma, che probabilmente non risparmierà nemmeno il credito al consumo, fortemente condizionato dalla perdita di posti di lavoro e da temporanee riduzioni di reddito". Le banche più piccole, "quelle di territorio soprattutto operanti con una fitta rete di filiali presenti nelle regioni maggiormente colpite potrebbero subire gli effetti e gli impatti più significativi, così come le imprese meno robuste finanziariamente potranno essere causa di una nuova onda di crediti di difficile esigibilità. Nello scenario complessivo è poi ragionevole attendersi anche una crescita di cessioni di crediti commerciali favorita ed agevolata dalla trasformazione di crediti di imposta delle dta (deferred tax assets) ai sensi del cosiddetto decreto Cura Italia".

"Se consideriamo inoltre che - chiarisce - la ricetta per fronteggiare eventi simili a quello che stiamo vivendo si chiama nuovo debito si può prevedere che sarà richiesto ulteriore sforzo nella gestione, un fatto a cui gli operatori del settore dovranno farsi trovare pronti". "Rispetto alle previsioni di inizio anno - continua - per le quali 2020 si annunciava essere un anno in crescita per il settore, con un leggero incremento dei volumi di cessione dei crediti sul mercato primario, passando dai 32 miliardi nel 2019 ai 37 miliardi attesi nel 2020, con cessioni principalmente da parte dei maggiori istituti di credito, l’impatto del coronavirus sicuramente potrà portare ad un incremento dei crediti non performing e utp nella seconda parte dell’anno. E' difficile fare una previsione accurata, quello che posso azzardare è dire che ci sarà verosimilmente un incremento a doppia cifra rispetto ai volumi attesi, con effetti anche sull’anno prossimo".

"Le modalità con cui - afferma Massimiliano Goffi - queste cessioni possono essere portate a termine sono sostanzialmente confermate nell’utilizzo delle cartolarizzazioni, sia per la cessione di crediti garantiti da beni sottostanti attraverso l’utilizzo di reoco che di crediti unsecured, così come, grazie anche alle nuove correzioni normative, per i crediti utp. In questo momento difficile del mercato i player più piccoli e meno strutturati potranno subire ripercussioni, in particolare, stiamo attualmente osservando il blocco quasi totale di alcune fasi di lavorazione del credito, penso ad esempio alle attività esattoriali, che potranno portare alla riduzione dei player di mercato favorendo gli operatori più strutturati, che potranno avere un effetto di crescita anche su clienti già a portafoglio".

Nel 2020 "ci attendevamo inoltre movimenti di aggregazioni tra player di mercato attraverso sia operazioni di m&a che di partnership. Stiamo notando su questo fronte un rallentamento, alla luce degli eventi che si stanno verificando, ed è quindi ragionevole attendersi che non possano riprendere se non dopo l’estate, questo anche per poter fronteggiare volumi di crediti crescenti da gestire sia sul mercato primario, ma anche, è bene ricordarlo, sul mercato secondario, sul quale ci aspettiamo ottimi trend di crescita".

"Ci sono quindi - avverte Massimiliano Goffi - nuove opportunità nel mercato dei crediti non performing, che Axactor, il gruppo internazionale presente in sei paesi europei per cui lavoro cercherà di cogliere sviluppando nuove soluzioni di servizi che aiutino a fronteggiare questa situazione straordinaria, garantendo la continuità del servizio e assicurando la massima assistenza ai suoi clienti. Nei prossimi mesi ci sarà molto lavoro da fare, soprattutto ritengo focalizzandosi su una gestione etica del debito, perché non dobbiamo scordarci che alla fine di tutto stiamo parlando di persone e territori che stanno vivendo un periodo di grande sofferenza".

 



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