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27 gennaio 2022

Treviso

Export: nell'anno della pandemia Treviso per un miliardo

Penalizzati il sistema moda e il settore dei macchinari, Pozza: "Bilancio drammatico"

| Isabella Loschi |

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export trevigiano

TREVISO - Le esportazioni trevigiane, pari complessivamente a 12,7 miliardi di euro, perdono il -7,3% rispetto ai livelli del 2019, che in valori assoluti corrisponde a mancate vendite per quasi un miliardo di euro. Nel primo semestre l’export trevigiano ha conosciuto una flessione del -17,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; nel secondo semestre si è invece registrato un progressivo recupero (+2,1%) che si è intensificato nell’ultima parte dell’anno. Senza un quarto trimestre così vivace, sul fronte delle esportazioni, il bilancio del 2020 poteva chiudersi con note ancora più amare per il manifatturiero trevigiano. “E’ un drammatico bilancio - afferma il presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno, Mario Pozza - quello offerto dai dati Istat relativi all’andamento delle esportazioni trevigiane e bellunesi nell’anno di Covid, qui elaborati dal nostro Centro Studi.

Sommando le due province, abbiamo perso quasi 2 miliardi di export rispetto ai risultati del 2019. A livello regionale sono 5,3 i miliardi di export in meno rispetto all’anno scorso”. Le esportazioni di macchinari, ad esempio, prima voce dell’export trevigiano per vendite pari a circa 2 miliardi di euro, non partecipa al clima di recupero della seconda parte dell’anno. Il settore risente del clima generalizzato di sfiducia perdendo il -14,8% rispetto al 2019 (-350 milioni di euro). Un altro comparto che purtroppo non conosce segnali di recupero nella seconda parte dell’anno è quello del Sistema Moda. La variazione annua è del -17,4% cui corrispondono minori vendite per quasi 400 milioni di euro.

Rispetto a questo blocco di settori fortemente sfavorito dallo scenario Covid, l’export delle bevande, che in provincia di Treviso è riconducibile quasi esclusivamente alla vendita all’estero di vino ed in particolare di Prosecco, evidenzia una flessione molto più contenuta, pari al -3,7% corrispondente a minori vendite per quasi 28 milioni di euro. Un po’ diversa la storia per il settore alimentare: dietro una variazione annua piatta (-0,8%), si nasconde un primo trimestre molto vivace (+17,5% rispetto allo stesso periodo del 2019), una flessione del -11,5% (sempre su base annua) durante il lockdown di primavera, un trimestre estivo quasi in linea con quello del 2019 e infine un quarto trimestre in significativa flessione (-6,8%).

Le vendite di mobili, pari a quasi 1,7 miliardi di euro – seconda voce export della provincia di Treviso - sono diminuite del -6,5% (-119 milioni) rispetto al 2019.

Gli ultimi due settori che si commentano sono gli unici, in provincia, fra i primi dieci, che chiudono il 2020 con una variazione dell’export positiva: sono l’elettrodomestico e la carpenteria metallica.

 “E’ chiaro – conclude Pozza – che qui riceviamo tutta l’ondata d’urto della pandemia, non certo inattesa, ma che quando prende forma oggettiva in questi dati fa comprendere quanto profonde siano le ferite che dovremo curare nel nostro tessuto produttivo. Per fortuna, in controluce a questo bilancio negativo, non mancano segnali incoraggianti, come abbiamo visto: settori che comunque riescono ad agganciare la ripartenza della domanda internazionale. Dobbiamo però essere consapevoli – sottolinea il Presidente - che in questa ripartenza della domanda internazionale il mondo sta girando a due velocità. Cina e sud-est asiatico stanno correndo più di noi, e hanno tutto l’interesse a favorire, nelle forniture, le loro aziende, piuttosto che farle arrivare a noi”.  

 


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