14 maggio 2021

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Ex comandante dei Carabinieri responsabile della sicurezza al Giro d'Italia

Luigi Damiano, già alla guida delle stazioni di Cessalto e Motta, ha guidato un gruppo di 37 ex Carabinieri alle partenze e agli arrivi di tappa della Corsa Rosa

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Luigi Damiano

CESSALTO - Ex comandante della stazione dei Carabinieri prima di Cessalto e, dal 1996 di Motta, coordina una squadra di volontari che assicurano la sicurezza al Giro d’Italia.



Il maresciallo Luigi Damiano, 60 anni, già comandante di stazione, reduce dalla presentazione del suo libro “1915-18 Aneddoti e immagini dal fronte”, è partito da qualche giorno con la carovana Rosa del Giro.



Dopo 37 anni di attività, aveva salutato l’Arma nel gennaio 2013. Ma lungi dall’adagiarsi in poltrona, oggi collabora con la Corsa Rosa.  In questi giorni infatti sta coordinando un gruppo di una quarantina di ex Carabinieri, in seno all’associazione nazionale Carabinieri, che gestiscono la sicurezza sia alla partenza che all’arrivo.



Lo stesso Damiano racconta l’esperienza che ha vissuto proprio in questi giorni dopo la conclusione di domenica della corsa rosa.  



Nel dettaglio siamo un gruppo di 37 Carabinieri, operiamo insieme a Rcs (Rizzoli Corsera) e siamo dei volontari appassionati di ciclismo. Il nostro compito è garantire la sicurezza dei ciclisti sia alle partenze che agli arrivi. Siamo personale in congedo: siamo in sette  per garantire la sicurezza nell’area delle partenze, mentre agli arrivi siamo in trenta».



Quali gli eventi da temere?



«Uno dei pericolo più gravi è quando il pubblico si sporge al di là delle transenne per scattare fotografie, magari col cellulare. In passato ha causato degli incidenti ai corridori. Altro pericolo è lo sporgersi con delle giacche penzolanti. È accaduto che i ciclisti, in transito a forte velocità magari vicino alle transenne, si siano impigliati. Lascio immaginare cosa può succedere».



Pertanto come operate?



«Già ai 10 km dall’arrivo viene bloccata tutta l’area proprio per evitare che ci siano delle persone che attraversano il percorso di gara».



Qual è il momento più rischioso?



«Attenzione molto particolare non può mancare durante gli arrivi in volata. Pertanto si cerca di tenere il pubblico il più possibile a distanza di sicurezza dai corridori che transitano a velocità molto alte. E dobbiamo avere mille occhi per evitare che qualcuno salti le transenne per attraversare il percorso, magari mentre stanno arrivando i ciclisti».



Da cosa nasce questa attività di volontariato?



«Il ciclismo ti coinvolge. Il Giro d’Italia è una delle più belle manifestazioni sportive che si svolgono nel nostro Paese. Come qualcuno ha felicemente detto, si tratta della corsa più dura del mondo nel Paese più bello di tutti».




 

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