05 giugno 2020

Vittorio Veneto

Ex Carnielli, la bonifica potrebbe essere conclusa entro l'autunno

Per il cromo esavalente verrà usata una tecnica non italiana che è coperta da segreto industriale. Probabilmente per decontaminare il terreno verranno iniettate delle sostanze

| Claudia Borsoi | commenti |

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Ex Carnielli, la bonifica potrebbe essere conclusa entro l'autunno

VITTORIO VENETO – Salvo intoppi, la bonifica dell’area ex Carnielli potrebbe essere conclusa già entro l’autunno, dando così poi il via libera alla rigenerazione urbana del sito che sorge a due passi dal centro città. Vertice fiume, stamane mercoledì, in Provincia a Treviso per affrontare la questione della bonifica dell’area inquinata da cromo esavalente e da amianto.

 

Il primo si trova nel terreno, residuo delle lavorazioni che qui venivano fatte ai tempi della Carnielli che produceva biciclette. Il secondo è presente nelle coperture in eternit, ma anche – è emerso oggi al tavolo dopo che Alì ha analizzato la struttura – nello stucco delle finestre dei vecchi immobili di archeologia industriale e nelle tubazioni della vecchia caldaia.

 

Presenza che dovrà essere trattata e rimossa, come per le coperture, prima dell’intervento a carattere edilizio. Alì, proprietaria dall’estate scorsa dell’ex Carnielli, ha illustrato oggi il programma di bonifica dell’area. Al tavolo erano seduti i suoi tecnici ed avvocati, i rappresentanti di Provincia ed Arpav, e il Comune di Vittorio Veneto con il dirigente dell’area tecnica, un funzionario dell’ufficio ambiente, sindaco e presidente della commissione consiliare ex Carnielli, il consigliere Andrea Casagrande.

 

«Ci è stato illustrato il piano e la Provincia ha chiesto ad Alì che siano meglio definiti alcuni punti. Ciò avverrà nei prossimi giorni. Poi – spiega il sindaco Antonio Miatto – entro 30 giorni la Provincia darà risposta al progetto di bonifica presentato da Alì. La bonifica, se ci sarà il via libera, potrà quindi partire ed essere ultimata in qualche mese. E in autunno, salvo problematiche, potrebbero quindi partire i lavori a carattere urbanistico. Il progetto è molto accurato. Sono molto soddisfatto, si vede il grande impegno messo dalla ditta».

 

Se la rimozione dell’eternit avverrà con metodi tradizionali, diversamente sarà per il cromo esavalente. «Ci sarà un approccio con tecnica non italiana che è coperta da segreto industriale, ma che dovrà essere palesata alla Provincia. Si presume – spiega il sindaco – che non verrà asportato il terreno contaminato». Probabilmente per decontaminare il terreno verranno iniettate delle sostanze.

 



Claudia Borsoi

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