23 aprile 2021

Cronaca

Etiopia, Amnesty: "Centinaia di civili massacrati ad Axum, è crimine di guerra"

Il conflitto in Tigray fra le forze etiopiche federali del premier Abyi Ahmed e l'amministrazione locale ribelle del Fronte di liberazione popolare del Tigray (Tplf) è iniziato il 4 novembre

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Axum, nella regione etiopica del Tigray

ADDIS ABEBA - Centinaia di civili sono stati massacrati ad Axum, nella regione etiopica del Tigray, in un eccidio che viene denunciato oggi da Amnesty International come "crimine di guerra" e che la Bbc ricostruisce con diverse testimonianze. E' una storia terribile di bombardamenti, civili uccisi casa per casa, cadaveri lasciati in strada e divorati dalle iene. E che è accaduta in una città antichissima e sacra, dove nacque la regina di Saba, e alla quale l'Italia ha restituito nel 2008 l'obelisco portato a Roma dalle truppe coloniali.

Il conflitto in Tigray fra le forze etiopiche federali del premier Abyi Ahmed e l'amministrazione locale ribelle del Fronte di liberazione popolare del Tigray (Tplf) è iniziato il 4 novembre. Da allora si sono interrotte gran parte delle comunicazioni e a lungo è stato difficile sapere esattamente cosa fosse accaduto. Per questo, solo ora, sono arrivati i dettagli dei massacri ad Axum a partire dal 19 novembre, quando i soldati etiopi e i loro alleati eritrei sono entrati in città, fino al culmine delle violenze il 28 e il 29. Si parla di diverse centinaia di morti, anche se le cifre esatte non sono note. Amnesty ha raccolto una lista di nomi di 200 morti. Notizie stampa uscite in precedenza citavano 800 vittime.

Addis Abeba e l'Asmara hanno sempre negato la presenza di truppe eritree, ma testimonianze raccolte da Amnesty e la Bbc sono concordi nell'affermare il loro ruolo. Gli eritrei erano riconoscibile per le targhe delle auto, le divise e la lingua parlata. A conferma dei tanti morti, immagini satellitari del 13 dicembre mostrate da Amnesty segnalano la terra smossa per le numerose tombe scavate nei recinti delle due principali chiese ortodosse di Axum.

L'attacco ad Axum è iniziato il 19 novembre con un lungo bombardamento: "E' durato cinque ore, senza mai smettere. Sono morte persone nelle chiese, nei caffè, gli alberghi e le case. Non c'è stata nessuna risposta da forze armate nella città, l'attacco ha preso di mira i civili", ha detto un funzionario locale alla Bbc. Una volta preso il controllo di Axum, i soldati, soprattutto eritrei, hanno iniziato a cercare miliziani del Tplf e "chiunque avesse una pistola". "Molte persone sono state uccise casa per casa", ha detto una donna ad Amnesty. Ci sono prove convincenti che truppe etiopi ed eritree abbiano commesso "multipli crimini di guerra nella loro offensiva per pendere il controllo di Axum", commenta Deprose Muchena di Amnesty.


La chiesa dove si ritiene sia contenuta l'Arca dell'Alleanza


Poi sono rimaste in città soprattutto truppe etiopi- ci sono testimonianze di un loro saccheggio delle banche- mentre gli eritrei sono pariti verso Adua. Il ritorno degli eritrei il 28 novembre è stato provocato da un assalto di un piccolo gruppo di 50-80 miliziani mal armati del Tpfl ad una posizione eritrea su una collina sovrastante la città.

Quel pomeriggio, tank e camion dell'esercito eritreo sono arrivati in città e i soldati, riferisce Amnesty, hanno cominciato a sparare su tutti gli uomini e i ragazzi. "Uccidevano tutti gli uomini che trovavano. Se aprivi la porta e loro trovavano un uomo, lo uccidevano. Se non aprivi, sfondavano la porta", ha raccontato alla Bbc un ragazzo sfuggito al massacro. L'eccidio è continuato anche il 29. Le strade "erano piene di cadaveri", ha raccontato una donna, zia di due ragazzi uccisi di 29 e 14 anni. I soldati eritrei impedivano di raccogliere i corpi ed è solo il 30 novembre, riferisce Amnesty, che, grazie all'intervento di anziani della città e soldati etiopi, è stato possibile cominciare a seppellire i morti. I cadaveri venivano caricati sui carretti tirati da cavalli o asini, anche dieci alla volta, e portati nelle chiese.

All'Hotel Abnet, teatro di una fucilazione di civili, alcuni corpi sono rimasti a terra per quattro giorni. "I corpi attorno all'Abnet hotel e al cinema Seattle sono stati divorati dalle iene. Abbiamo potuto seppellire solo le ossa", ha detto un testimone alla Bbc. Intanto, mentre molte persone fuggivano via da Axum, i soldati eritrei hanno saccheggiato la città, portando via anche cibo, medicine e pompe per l'acqua. Un fatto, sottolinea Amnesty, che ha avuto conseguenze devastanti sulla situazione umanitaria dei sopravvissuti rimasti in città.

Axum, che secondo dati del 2007 conta 44.600 abitanti, è una città sacra ai cristiani ortodossi etiopi, con una storia antichissima. Si narra che qui nacque la regina di Saba. Secondo la tradizione, fu poi il figlio che lei ebbe con re Salone, Menelik, che portò, da Gerusalemme ad Axum, l'Arca dell'Alleanza, all'interno della quale vi sarebbero le tavole dei dieci comandamenti che Mosé ricevette da Dio. Da allora la reliquia, che nessuno può vedere, sarebbe custodita all'interno della chiesa di Nostra signora di Sion. Ogni anno il 30 novembre si svolge una speciale cerimonia in questa chiesa, che attira pellegrini da tutta l'Etiopia e diversi altri paesi del mondo. Ma lo scorso novembre questo è stato il giorno in cui si è iniziato a seppellire i morti. Diverse testimonianze raccontano che decine donne e uomini si sono battuti contro gli eritrei per proteggere la chiesa e i suoi tesori, fra cui l'Arca.

L'antica gloria di Axum è dimostrata anche dal sito archeologico vicino alla città, patrimonio mondiale dell'Unesco. Qui si trovano antiche steli alte fino a 33 metri, fra cui l'obelisco che l'Italia ha restituito.
 

 



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