20 ottobre 2021

Vittorio Veneto

Era incinta di sei mesi, lui ha confessato di averla uccisa con una pietra

In carcere Mihai Savciuc, 19 anni, studente. La vittima, Irina Bakal, 21 anni, lavorava in alcuni hotel

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Era incinta di sei mesi, lui ha confessato di averla uccisa con una pietra

VITTORIO VENETO - Era incinta di sei mesi la giovane donna di origini moldave uccisa dall'ex fidanzato, anch'egli moldavo, sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per omicidio.

La giovane, Irina Bakal, 21 anni, residente a Conegliano, il cui corpo è stato fatto trovare sulle colline del vittoriese dallo stesso ex fidanzato, lavorava presso alcuni hotel del coneglianese, mentre lui, Mihai Savciuc, ha 19 anni, risiede a Godega di Sant'Urbano ed è studente al quarto anno in una scuola media superiore.

Secondo quanto si è appreso, la storia sentimentale tra i due era finita da tempo e il ragazzo aveva ora un'altra fidanzata. La vittima negli ultimi tempi avrebbe ripreso il contatto con l'ex fidanzato annunciandogli che era incinta da alcuni mesi e che il figlio era suo

 

Per chiarire questo aspetto i due giovani si erano incontrati la sera di domenica scorsa, 19 marzo, verso le 22. Da allora la ragazza non ha più dato notizia di sé, allarmando i genitori che hanno chiamato le forze dell'ordine. Gli investigatori hanno concentrato l'attenzione sul giovane indagato, l'ultimo a vedere la 21enne, il quale messo alle strette ha confessato di aver ucciso durante una lite la sua ex colpendola con un sasso alla testa e strangolandola e indicando poi il luogo dove aveva abbandonato il corpo.

La squadra mobile della questura di Treviso sta indagando per ricostruire i particolari di quanto accaduto. Dopo la denuncia della scomparsa della ragazza sporta dalla madre, una badante, martedì mattina, i poliziotti della squadra di polizia giudiziaria del commissariato di Conegliano avevano dato inizio ad una serie di accertamenti per capire dove potesse trovarsi.

Presso un negozio “compro-oro” della zona di Conegliano sono stati trovati alcuni monili in oro che la ragazza indossava. La mamma li ha riconosciuti ed a quel punto si è risaliti all’ex fidanzato, che si era recato lì per venderli per racimolare poche decine di euro, che pare poi abbia giocato al videopoker.

Quand’è stato raggiunto dalla polizia, il giovane, che in quei giorni peraltro aveva continuato a condurre la sua vita come se non fosse accaduto nulla, inizialmente ha fornito versioni discordanti.

Poi, messo di fronte alle incongruenze del suo racconto, nella tarda serata di mercoledì ha confessato il delitto, portando la polizia nel luogo dov’è maturato il delitto. La giovane vittima, dopo essere stata uccisa, era stata ricoperta da foglie e rami, in un punto di un boschetto dove normalmente non si passa.

 

Il motivo del litigio che ha comportato l’omicidio, stando a quanto ipotizzato ad ora dalla squadra mobile, potrebbe essere riconducibile al fatto che lui non volesse il bambino che lei portava in grembo. I due si sarebbero lasciati a settembre scorso. Il 19enne non avrebbe accettato la gravidanza dell'ex fidanzata, che gli chiedeva di riconoscere il bambino, e il rifiuto che lei aveva opposto alla proposta di abortire.

 

Lui pare non volesse saperne, contestando il fatto di non essere il padre del bambino che attendeva - deceduto con la madre - e rinfacciandole il ripensamento di pochi mesi prima riguardo un'interruzione di gravidanza prima ipotizzata e poi da lei rigettata. La madre della giovane, che viveva di fatto nella casa della persona che assisteva, era all'oscuro della gestazione della figlia, la quale peraltro abitava con altri coetanei in un appartamento di Conegliano.

 

Ma le sue mancate risposte al telefono da domenica sera, avevano fatta insospettire la donna fino a rivolgersi alla polizia per segnalare la scomparsa della figlia. 

 

“Lui non fornito giustificazioni per quello che ha fatto”, ha detto Claudio Di Paola, dirigente della squadra mobile. Ma il movente quindi è la gravidanza? “Si tratta di una circostanza in corso di ricostruzione sotto il coordinamento della procura, stiamo verificando una serie di fattori. Pare comunque che ci fossero da tempo dei litigi fra questi due ragazzi”.

Ha confessato subito? “Il ragazzo ha cercato di sbarazzarsi di tutti quegli elementi probatori che potessero consentire una ricostruzione corretta dei fatti, successivamente, però, le contestazioni mosse dagli investigatori hanno permesso di arrivare a farlo crollare e a fargli ammettere le sue responsabilità”. 

 

(Nelle foto i due ragazzi insieme ed il luogo dov'è stato trovato il corpo; nel video il 19enne mentre viene portato via dalla polizia)

 


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