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02 luglio 2022

Treviso

Emergenza sfratti: nella Marca circa 700 famiglie morose rischiano di dover lasciare la casa

Scomparin, responsabile del sindacato inquilini Cisl: “La situazione drammatica, mai così tante richieste di sostegno"

| Isabella Loschi |

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sfratto

TREVISO - Sono circa 700 nella Marca le famiglie morose che rischiano di dover lasciare la casa nella quale abitano, non riuscendo più a pagare l'affitto perché hanno perso o ridotto il lavoro a causa della pandemia, ma anche per il peso dei rincari di gas e luce degli ultimi mesi e per la prolungata cassa integrazione.

Il sindacato inquilini della Cisl Belluno Treviso è passato dalle zero pratiche per morosità e sfratto gestite nel 2019 alle 35 del 2021. Nel solo 2020, il Sicet ha inoltrato ben 400 richieste di accesso al Fondo Sociale Affitti, un aiuto economico per pagare l'affitto indirizzato alle famiglie con redditi medio bassi e con una elevata incidenza del canone sul reddito.

“La casa è un bisogno primario - afferma Pietro Scomparin, responsabile del Sicet territoriale -. C’è voluta una pandemia per accorgersi che una fascia della popolazione che se prima stentava ad arrivare a fine mese, adesso non ce la fa più. La crisi infatti si è abbattuta in maniera pesante sulle fasce più deboli della popolazione, sulle famiglie monoreddito che in seguito alla pesante riduzione dei posti di lavoro non sono più riuscite a far fronte alle rate dei mutui o ai canoni di affitto. A testimoniarlo sono gli impietosi dati sugli sfratti che ci consegnano una situazione che mai avremmo immaginato e che i Comuni non sono preparati ad affrontare”.

L’emergenza sfratti e innalzamento del disagio e della domanda abitativa, soprattutto fra le giovani generazioni sarà al centro del Congresso territoriale del Sicet, in programma oggi a Treviso. “La situazione è drammatica - spiega Scomparin -. Prima della pandemia, con la crisi economica e finanziaria del Paese, si è pensato di dirottare le poche risorse disponibili al finanziamento degli ammortizzatori sociali tagliando però i trasferimenti dello Stato agli Enti locali i quali, vincolati anche dal Patto di Stabilità, hanno bloccato per anni ogni tipo di investimento in opere pubbliche e tagliando le risorse destinati al sociale. Tutto ciò ha colpito violentemente i cittadini più poveri. Con la pandemia poi c’è stato un innalzamento del disagio e della domanda abitativa che ha raggiunto livelli mai riscontrati prima di sfratti per morosità, domande di edilizia pubblica e richieste di accesso al fondo nazionale di sostegno per l’accesso alle abitazioni locazione”.

“I giovani che si affacciano al mondo del lavoro trovano lavoro precario e retribuzioni misere - prosegue Scomparin -, mettere su casa è sempre più difficile. Servono misure urgenti e strutturate per il sostegno alla casa: è indispensabile ripristinare quanto prima un flusso certo di risorse a favore dell'edilizia residenziale pubblica in modo di tornare ad una progettazione programmata e non solo interventi in emergenza, così come è fondamentale favorire i giovani nell'acquisto della prima casa con mutui a tasso zero ed eliminando per loro ogni tipo di tassazione sulla compravendita e sulla registrazione”.

 


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