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07 dicembre 2021

Treviso

Emergenza sangue, l'Avis: "Donate regolarmente anche in estate"

L'appello rivolto ai donatori per evitare le emergenze, attivo anche un concorso fotografico per incentivare i giovani

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

Emergenza sangue, l'Avis:

 TREVISO - Serve più sangue per assicurare trasfusioni e trapianti negli ospedali. Il grande caldo che già da giugno si è rivelato pesante rende la situazione trasfusionale preoccupante. Molti, infatti, con la pressione bassa causata dalle alte temperature, potrebbero essere dissuasi dal donare. L’allarme arriva dall’avis Veneto che invita tutti i suoi volontari a recarsi nei centri trasfusionale per donare prima di andare in vacanza.

I dati del Crat (Coordinamento regionale attività trasfusionali) del Veneto segnalano un calo su base annua (luglio 2016 - giugno 2017) di sole 407 donazioni (-0,2%), ma un aumento di 2.593 sacche trasfuse (+1,1%) nello stesso periodo. Il Veneto, a più riprese, è stato costretto ad acquisire unità di sangue da Trento e Bolzano, 454 nel primo semestre di cui ben 134 a maggio e 120 a giugno per gli ospedali veronesi.  Ma non è tutto. Nell’assemblea regionale Aido del 6 maggio 2017 è stato evidenziato come il Veneto, nel 2016, abbia raggiunto risultati da record, trapiantando ben 579 organi. Al 31 maggio, infatti, erano stati eseguiti in regione ben 290 trapianti, potrebbero oltre un centinaio in più (690) nel 2017 rispetto al già intenso 2016. Di conseguenza gli ospedali richiedono sempre più sangue per affrontare interventi ad alta complessità. Senza sangue ed emocomponenti è però ben difficile eseguire qualsiasi trapianto, compresi quelli di midollo osseo che permettono di far guarire da leucemie e linfomi centinaia di ammalati ogni anno.

 “Da più province arriva però un grido d’allarme ripetuto da inizio estate - afferma il presidente regionale Avis, Giorgio Brunello - comincia a mancare il sangue. La compensazione fra Dipartimenti trasfusionali provinciali ed extra regionali funziona bene, ma temiamo possa diventare una “lunga estate calda”.  Ma la generosità dei donatori volontari e periodici di Treviso e di tutto il Veneto - continua Brunello - non viene mai meno. Lo dimostrano i dati della raccolta, stazionaria. Questo nonostante le difficoltà che incontra chi - chiamato a donare dalla propria Avis - si presenta al Centro trasfusionale e trova orari e personale ridotto.  “Chiediamo quindi ai Direttori Generali delle sette Ulss e Aziende Ospedaliere - invita Brunello - una particolare attenzione verso i Servizi trasfusionali. Senza sangue e plasma rischiano di fermarsi le sale operatorie e anche i reparti non chirurgici”.

L’appello a tutti gli avisini arriva anche dalla presidente Vanda Pradal dell’Avis di Treviso: “Andiamo a donare spesso. Il nostro sangue è indispensabile per gli ammalati e, soprattutto quelli più bisognosi, in ferie non possono andarci”.

Per incentivare le donazioni è stato ideato un concorso fotografico “I volti del dono”, un progetto che punta a rafforzare la risposta di tutte le fasce d’età, in particolare dei più giovani. “I nostri donatori attivi sono 32.500 - sottolinea Pradal - dai 18 ai 25 anni sono il 9,52%, dai 26 ai 35 anni il 23%, così come dai 36 ai 45 anni, mentre si arriva al 43% tra i 46 e i 55 anni. Dobbiamo creare ricambio generazionale e attrarre i giovani”.

Per aderire alla campagna “I volti del dono” basta scattarsi una foto del volto prima, durante o dopo la donazione e inviarla completa di nome e cognome e Avis comunale di appartenenza alla email ivoltideldono@ avisprovincialetreviso. it. Le immagini saranno pubblicate sul sito dell’Avis Provinciale e il volto che riceverà più “Mi piace” verrà premiato durante l’assemblea provinciale.

 



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Isabella Loschi

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