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23 gennaio 2022

Vittorio Veneto

Emanuela Da Ros, una donna "di parola"

Con il suo ultimo libro conquista ragazzi e genitori

| Tiziana Benincà |

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| Tiziana Benincà |

Emanuela Da Ros

VITTORIO VENETO - A volte ci dimentichiamo il potere che le parole suscitano in noi e negli altri, ma c’è chi le parole le conosce bene, tanto da riuscire a scrivere un libro dal titolo “La cercatrice di parole”. Si tratta di Emanuela Da Ros, nonna energica e madre di due figli, giornalista, professoressa d’italiano e storia alla scuola secondaria superiore di secondo grado, direttrice di giornale, scrittrice.

La passione come autrice è nata per gioco intorno al 2000, quando la sua casa pullulava di amici dei figli e lei era alle prese con articoli di cronaca. È nato così il suo primo libro “Il giornalino Larry” che ha subito trovato l’approvazione dei figli, ma anche della critica, tanto da vincere il premio Pippi, un prestigioso concorso biennale rivolto a scrittori per ragazzi.

A distanza di vent’anni molti sono i libri nati dalla penna di Emanuela, che confida: “Mentre scrivo mi faccio prendere per mano dai personaggi che sono sempre ispirati dalla quotidianità e mi dicono che riesco ad entrare nella testa dei ragazzi con grande empatia, anche se questa parola ormai la trovo abusata”.

“La cercatrice di parole” nasce concretamente nel primo lockdown, quando l’autrice sente la necessità di scrivere una storia leggera e divertente in un’atmosfera cupa e disorientante, ma in realtà l’idea era nel cassetto già da tanti anni, quando una sua alunna scriveva in un quadernetto parole particolari a cui lei era affezionata.

“L’idea mi ha subito affascinata e da allora mi sono lasciata contagiare da lei collezionando anch’io a modo mio parole che con me avevano un certo legame, così è nata Alessia, la protagonista quindicenne del mio ultimo libro, alle prese con avventure e disavventure della quotidianità, con un fratello di 4 anni, una mamma svampita, poca voglia di studiare, ma dagli incontri interessanti con un libraio ed un dizionario, tanto da venire a conoscenza di parole di cui ignorava l’esistenza, ma che poi saranno legate ad avvenimenti che la vedranno coinvolta. Da qui nascono riflessioni, dubbi, paure e vengono affrontati temi come le parole ed il loro significato, il loro potere, l’amicizia, la ricerca del primo amore, la difficile comunicazione tra ragazzi ed insegnanti/genitori, l’inquietudine, il bisogno di disobbedire”.

Un libro pubblicato da Feltrinelli Up, una collana dedicata a ragazzi adolescenti, ma ben consigliabile anche ad un pubblico adulto, perché come dice Emanuela “La letteratura per ragazzi è la chiave per capire l’adolescenza. Io ricordo ancora quel periodo e trovo che i ragazzi siano sempre stimolanti, in grado di guardare al mondo senza paraocchi, dando nuovi spunti di riflessione. Si tratta di un’età in cui tutto viene vissuto molto intensamente e scrivere in merito all’importanza delle parole è un tema importante, conosciuto già dalle civiltà antichissime che sostenevano che la parola ha la capacità di far nascere una situazione, è artefice della realtà”.

Un libro che incuriosisce per la storia, per la necessità di capire gli adolescenti o semplicemente per mettersi in gioco con il proprio livello di conoscenza della lingua italiana.

 


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Tiziana Benincà

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