17 febbraio 2020

Conegliano

Elezioni, chi è Federica Corte-Coi, la capolista di Civica Popolare e cosa propone

La Lista Lorenzin si presenta, Ezio Da Re coordinatore provinciale

Davide Bellacicco | commenti |

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civica popolare treviso

CONEGLIANO- Correva il 2013 quando le cosiddette colombe, l’ala cattolica e filogovernista dell’allora PDL diedero vita al Nuovo Centrodestra, con l’obiettivo di confermare il sostegno al Governo Letta. Un mese fa, una parte di quella forza politica, nel frattempo ridenominata Alternativa Popolare, decide di optare per una prospettiva di continuità, conducendo il progetto emergenziale delle larghe intese all’approdo di una coalizione di centro-sinistra. Una scelta di campo condivisa anche da Centristi per l’Europa, L’Italia è Popolare (ambedue frutto di scissioni a sinistra dell’UdC), Democrazia Solidale (l’area cattolico-sociale della Scelta Civica montiana) e Italia dei Valori: nasce Civica Popolare, il cui leader, in vista del percorso costituente, è stato individuato nel ministro della salute, Beatrice Lorenzin.

 

Ieri sera, la neonata lista, guidata nella Marca dal Cav. Ezio da Re, ha presentato presso l’Hotel Cristallo di Conegliano i propri candidati alla presenza del Sen. Mario dalla Tor, uno dei leader regionali (insieme al padovano ex idv Pipitone, ed all’ex UdC veneziano, Ugo Bergamo) e candidato a sua volta nell’uninominale di Chioggia. Risponde così il coordinatore Da Re a latere dell’iniziativa:

 

Rivendicate la bontà della scelta di sostenere gli esecutivi Letta, Renzi e Gentiloni. Credete nell’alleanza programmatica con i Democratici con cui condividete le battaglie su vaccini, fake news, progressività delle imposte e concretezza delle risposte ai cittadini. Perché l’elettore dovrebbe votare Civica Popolare e non direttamente Partito Democratico?

«Perché noi abbiamo una posizione più moderata, più centrista e di responsabilità. Abbiamo voluto essere responsabili in un momento che lo richiedeva, con lo spread a livelli elevatissimi. Abbiamo continuato a dare stabilità al Paese, con provvedimenti per l’impresa che hanno anche creato molti posti di lavoro, per altro molto apprezzati sul nostro territorio persino da imprenditori di un’area diversa come il centrodestra. In un tempo di ripresa contiamo di consolidare questa linea di azione».

 

Siete un partito giovane e alle prese con il radicamento sul territorio. Terminata la fase di presentazione delle candidature, chi e seguendo quale linea coordinerà le imminenti elezioni politiche e le amministrative in primavera?

«Essendo nati da poco abbiamo costituito un comitato provinciale con rappresentanti in tutta la Marca. Sono stato delegato dall’Assemblea e conto di incontrare a giorni il segretario politico del PD per la gestione della campagna di coalizione. Le altre liste, Insieme e i Radicali di +Europa, non hanno candidati nei collegi uninominali in Veneto, avendo preferito territori in cui dispongono di una presenza più consolidata. Terminata la fase delle Politiche, eleggeremo una segreteria cittadina nel capoluogo. Alle elezioni comunali di Treviso non sentiamo la priorità di presentarci con una lista, pur sostenendo esternamente Manildo, in ragione del fatto che è riuscito a rilanciare la città, anche con eventi di livello nazionale».

 

La capolista alla Camera nel collegio Belluno-Treviso, Avv. Federica Corte-Coi, ha scelto di impegnare la propria azione politica all’insegna del miglioramento delle istituzioni scolastiche:

«Noi nella coalizione portiamo concretezza: individuiamo alcuni problemi e proponiamo delle possibili soluzioni. Una scuola mediocre è il preludio di un Paese mediocre e il problema non si risolve solo con lavagne digitali e registri elettronici. In Italia contiamo solo su 1 ispettore ogni 7000 docenti: proponiamo di raggiungere almeno quota 1 ogni 1000, così da poter monitorare meglio la qualità del sistema. Inoltre chiederemo l’incremento del numero dei dirigenti scolastici, poiché il loro ruolo di supervisione è strategico per il corretto funzionamento della scuola, e li doteremo di efficaci poteri di verifica e controllo dei docenti». Chiarisce come «La maggior parte degli insegnanti svolge l’insegnamento con competenza e senso di responsabilità», senza con ciò escludere la necessità di un continuo screening. «Comporterà un costo ma nessuno chiede che si passi da 100 a 700 ispettori nel giro di un anno. Le proposte concrete richiedono gradualità».

 

Quali sensibilità, qualora eletta, porterà in Parlamento in qualità di esperta di diritto?

«Occorrerà lavorare sul deficit di democraticità interna ai partiti. L’art. 49 della Costituzione parla di metodo democratico. Oggi, nella quasi totalità dei casi, quelli che manifestano un pensiero diverso vengono cacciati e tacciati come traditori. Il M5S espelle coloro che rischiano anche solo di compromettere l’immagine del partito. Io voglio essere una mente libera. La diversità di opinione dev’essere custodita e valorizzata. Si discute partendo da posizioni diverse che sono una ricchezza. Come Civica Popolare proporremo un ddl di riforma costituzionale ad hoc e contiamo nel giro di cinque anni di rivoluzionare la gestione interna dei partiti. È impensabile che Silvio Berlusconi sia un leader indiscusso da 25 anni e solo perché ha eliminato politicamente tutti i possibili successori».

 

Fino a che punto è disposta a sostenere un esecutivo in cui è coinvolto il suo partito? C’è un limite oltre il quale preferirebbe persino dimettersi dall’incarico parlamentare?

«Dinnanzi alla negazione della democrazia come libertà di pensiero, io non potrei soprassedere».

 

 



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Davide Bellacicco

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