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18 gennaio 2022

Treviso

Elena e Francesca: spose arcobaleno

Dopo 12 anni di fidanzamento, le due donne hanno coronato il loro sogno d’amore

| Emanuela Da Ros |

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| Emanuela Da Ros |

Elena e Francesca: spose arcobaleno

TREVISO - L’abito da sposa (per entrambe tailleur dal taglio maschile) l’hanno scelto insieme. E così le fedi matrimoniali (classiche, in oro bianco, con data e nome incisi all’interno). E la torta nuziale, e le bomboniere, e i bigliettini augurali ispirati a Keith Haring. Elena Toffolo (psicologa, libera professionista, 34 anni, già presidente dell’associazione Arcilesbica di Treviso) e Francesca Mostosi (impiegata, 38 anni) sabato scorso si sono unite in matrimonio nella sala Freschi di Palazzo Rinaldi. A celebrare l’unione, di fronte a un’ottantina di amiche, amici e familiari, è stato l’assessore alla Cura e benessere urbano e della persona, Ofelio Michielan.

 

 

Francesca, che - come prevede la legge sulle unioni civili - da lavoratrice dipendente ha avuto diritto al congedo matrimoniale, ed Elena hanno già prenotato il viaggio di nozze a Santorini. Ma la suggestiva isola greca le accoglierà solo tra qualche giorno. Nel frattempo le neospose hanno scelto di condividere sui social la loro felicità. Con hashtag che fanno riferimento all’amore, ma anche alla loro storia omosessuale: #love, #attivisti, #LGBT, #unionecivile, #amoreallostatopuro...Elena e Francesca hanno replicato il loro ‘sì, lo voglio’ in scatti-smarthphone che le vedono saltellare dalla gioia fuori dal tribunale dove si è svolta la cerimonia, scambiarsi effusioni davanti agli amici, tagliare insieme la torta.

 

Elena e Francesca, quando avete deciso di sposarvi?

 

Ci pensavamo da cinque o sei anni. Poi finalmente, anche grazie al nostro impegno, che ci ha visto manifestare in tante piazze, è arrivata la legge che aspettavamo. E allora abbiamo deciso di compiere il grande passo.

 

Non vi bastava la convivenza?

 

L’atto formale - precisa Elena - ci ha permesso non solo di condividere con tanti amici un momento di grande gioia, ma tutela sul piano giuridico la nostra unione. Di fatto c’è una differenza tra il ‘matrimonio’ che è un negozio e l’unione civile che è un contratto, ma sul piano legislativo i due istituti si sovrappongono, contemplano quasi gli stessi diritti e doveri. E noi preferiamo parlare di matrimonio: Francesca è mia moglie. A tutti gli effetti.

 

Pensate di avere dei figli?

 

Ci abbiamo riflettuto. Ciò che ci convincerebbe di più è l’adozione, perché la nostra idea di genitorialità non ha a che vedere col sangue. Pensiamo che i figli appartengano al mondo: sono frecce lanciate da un arco verso un proprio destino. Non occorre essere genitori biologici per amare dei figli. In ogni caso, ora non potremmo adottare dei bambini. Ci è concesso l’affido. Perché comunque la legge sulle unioni civili omosessuali è monca: per esempio prevede forti limitazioni sull’eredità, sulle relazioni familiari e parentali.

 

Intorno a voi, alla vigilia delle nozze, avete incontrato condivisione, assenso o qualche ombra?

 

Siamo circondate da amici e familiari che ci vogliono bene. Perché dovremmo incontrare delle ombre?

 

Qualcuno, anche a Treviso, nella città che forse non ha mai superato le atmosfere di ‘Signore e Signori’, il celebre film di Germi, potrebbe vedere la vostra unione come una provocazione…

 

Noi ci siamo sposate per amore. Abbiamo compiuto questo passo per noi. Non per ricevere consensi o critiche. Il gusto della provocazione non ci appartiene, soprattutto non ha a che vedere con le nostre nozze.

 

A Treviso, a breve, si risposerà anche l’ex sindaco, lo sceriffo Gentilini. Secondo voi in città farà più scalpore il vostro matrimonio o il suo? Quale cerimonia susciterà più pettegolezzi?

 

Noi non siamo nessuno! Non abbiamo dato clamore mediatico alla nostra unione. Anche perché non siamo la prima coppia omosessuale che si sposa a Treviso. Solo a cerimonia avvenuta abbiamo condiviso la nostra gioia sui social. Gentilini invece è Gentilini. Siamo felici che abbia trovato una nuova compagna, dopo che è rimasto vedovo. E gli facciamo le nostre più vive congratulazioni!

 

 

La legge sulle unioni civili. Entrata in vigore nel dicembre del 2016, la legge sulle unioni civili ha visto finora un incremento del 150% di questi istituti. Sul podio delle unioni civili c’è la Lombardia, seguita da Lazio e Emilia Romagna. Fanalino di coda la Calabria, dove si sono registrate solo 24 unioni civili. L’unico capoluogo di provincia a non averne registrata nessuna è Crotone.

 

Il Veneto, Treviso e le unioni civili. Dal gennaio 2016 a oggi in Veneto si sono formalizzate 445 unioni civili: 60 in provincia di Treviso.

 

Il primo matrimonio omosessuale in Italia. Il primo matrimonio tra due donne riconosciuto in Italia è stato quello di Giuseppina La Delfa e Raffaella. Le due donne, che ora vivono a Napoli con i figli, si erano sposate presso il consolato francese di Napoli nel 2000 con un Pacs (patto civile di solidarietà) che portava il numero di matricola 00000001. La loro unione è stata confermata nel 2013.

 


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