26 ottobre 2021

Esteri

Egitto, Zaki in carcere per altri 45 giorni

Respinta anche la richiesta di cambiare i giudici che esaminano il caso. Noury: "Farnesina convochi ambasciatore"

|

|

Patrick Zaki

EGITTO - E' stata nuovamente rinnovata di 45 giorni la custodia cautelare di Patrick Zaki, lo studente dell'Università di Bologna attualmente detenuto in Egitto. Lo ha riferito Amnesty International su Twitter. Respinto anche l'appello presentato dai legali dello studente per cambiare i giudici che esaminano il suo caso. Lo hanno fatto sapere gli attivisti della pagina Facebook 'Patrick Libero', ribadendo che lo studente egiziano "è stato detenuto senza accuse chiare per più di un anno e la sua detenzione preventiva è stata rinnovata senza alcuna base legale", fatto che ha spinto il suo team di difesa a presentare un appello per cambiare i giudici. Zaki, sostengono gli attivisti, compare da tempo "davanti allo stesso giudice che rinnova la sua detenzione" in ogni udienza.

 

"Questa situazione illegale è diventata estremamente spiacevole - concludono - Continuiamo a chiedere l'immediato rilascio di Patrick affinché possa continuare la sua vita e studiare normalmente". "Una cosa da fare subito: la Farnesina convochi l'ambasciatore egiziano per esprimere protesta e chiedere il rilascio di Patrick Zaki", scrive su Twitter il portavoce di Amnesty Italia, Riccardo Noury, commentando la notizia.

 

"La peggiore delle previsioni si è avverata: altri 45 giorni di detenzione. Il calvario cui Patrick Zaki continua ad essere sottoposto non trova giustificazioni. Aumenteremo il nostro impegno perché il suo diritto alla difesa venga garantito in vista del suo rilascio", afferma su Facebook il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova di Più Europa. "Altri 45 giorni di carcere preventivo per Patrick Zaki. Un altro capitolo del crudele e sadico accanimento del regime egiziano sul giovane studente dell’università di Bologna, colpevole solo di impegnarsi nel rispetto dei diritti umani". Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni."Il governo italiano - continua - deve farsi sentire. L'unica cosa da fare è conferire la cittadinanza italiana a Patrick, mettere in discussione i trattati economici con l'Egitto, convocare immediatamente l'ambasciatore egiziano e chiedere formalmente il rilascio di Patrick". E conclude: "Cosa si sta aspettando?".

 

"La detenzione di Patrick Zaki è stata rinnovata di altri 45 giorni e la Corte d’assise del Cairo ha respinto la richiesta di sostituzione del collegio giudicante. Una decisione crudele che mette a rischio la salute di Zaki seriamente provato da questa lunga detenzione". Così in una nota la presidente dei senatori del Pd, Simona Malpezzi. "La drammatica condizione in cui versa lo studente - continua - e il regime di detenzione cui è sottoposto nel carcere di massima sicurezza di Tora, noto, come denunciato ripetutamente da diverse organizzazioni internazionali, per le condizioni inumane e i continui abusi ai danni dei reclusi, configura come di tutta evidenza il ricorrere di un eccezionale interesse del nostro Paese a riconoscere tempestivamente la cittadinanza italiana al ricercatore egiziano". "Per questo - conclude -, nel corso dell'ufficio di presidenza di domani proporrò a tutti i colleghi di sostenere la calendarizzazione della mozione del Partito democratico che impegna il governo ad intraprendere con urgenza tutte le iniziative necessarie affinché a Zaki sia riconosciuta la cittadinanza italiana e ad adoperarsi in tutte le sedi per chiedere all'Egitto di rilasciare il giovane studente"

 

 "No alla richiesta di cambiare i giudici. No alla liberazione. Sì ad altri 45 giorni di detenzione per #Zaki, dopo 14 mesi di ingiusta prigionia. L’Italia gli dia la cittadinanza e mandi un segnale all’Egitto. I diritti umani non sono negoziabili. I diritti umani prima di tutto". Lo scrive su twitter Laura Boldrini del Pd. "La sua detenzione preventiva non è più tollerabile: pretendiamo che Patrick Zaki venga liberato. E' passato più un anno dal suo arresto e, in questo lasso di tempo, abbiamo assistito a un processo farsa. All'Egitto chiediamo il rispetto dei diritti umani e che Zaki sia restituito quanto prima all'affetto di familiari e amici". Lo dichiarano in una nota le deputate e i deputati del MoVimento 5 Stelle in commissione Esteri. "Ma - aggiungono - l'Italia non può rimanere sola in questa battaglia, serve l'intervento dell'Unione Europea perché la liberazione di Zaki riguarda i diritti fondamentali dell'uomo. Come per il caso Regeni è l'Europa tutta che deve esercitare pressioni sull'Egitto: sono a rischio gli stessi valori fondanti dell'Europa e non c'è più tempo da perdere".

 



Dello stesso argomento

vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×