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02 dicembre 2021

Treviso

Effetto post-lockdown: in provincia di Treviso un bambino su 4 è in sovrappeso

I dati allarmanti dello studio su 600 bambini di terza elementare di 30 scuole trevigiane: "Il 40% dei bambini ha aumentato il tempo trascorso davanti alla Tv"

| Isabella Loschi |

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bambino e TV

TREVISO - In provincia di Treviso un bambino su due non svolge attività fisica sufficiente e uno su quattro è in condizioni di sovrappeso o obesità. La situazione in questo ultimo anno e mezzo, con la pandemia e le chiusure, è peggiorata: più di metà dei bambini ha diminuito il tempo dedicato all'attività fisica e invece più del 40% ha aumentato il tempo trascorso davanti a televisione o videogiochi.

L’allarme arriva dal Servizio di Epidemiologia dell’Ulss2 Marca trevigiana, che in accordo con l’Ufficio scolastico di Treviso, sulla base della tradizionale sorveglianza “OKkio alla salute” dell’Istituto superiore di sanità, ha effettuato nei mesi di aprile e maggio un'indagine su un campione di classi di terza elementari della provincia di Treviso.

All’indagine hanno partecipato 30 scuole e circa 602 bambini di 8 e 9 anni e loro genitori.

L’indagine ha raccolto informazioni sullo stato ponderale, l'attività fisica, l'alimentazione dei bambini e, in particolare, sui cambiamenti negli stili di vita in seguito alla pandemia Covid-19, utilizzando 2 questionari: uno più semplice per i bambini e uno più articolato per i genitori.

Sul totale dei bambini coinvolti è emerso che il 64,6% è normopeso, mentre il 25% dei bambini, tra maschi e femmine, presenta un eccesso ponderale che comprende sia sovrappeso che obesità. Un dato preoccupante anche per il futuro dato che il sovrappeso e l’obesità in età evolutiva tendono a persistere in età adulta e a favorire lo sviluppo di gravi patologie quali le malattie cardio-cerebro-vascolari, diabete tipo 2 e alcuni tumori. da evidenziare anche come siano allo stesso tempo aumentati anche i bambini sottopeso rispetto alle precedenti analisi, passando da 1-2% al 9%.

La pandemia ha anche peggiorato la condizione economica per il 34% delle famiglie coinvolte nell’indagine. Questo è particolarmente importante in quanto le situazioni e i comportamenti a rischio per la salute dei bambini come la sedentarietà, la scarsa attività fisica e le scorrette abitudini alimentari, sono risultati più diffusi nelle famiglie che lamentano difficoltà economiche oltre che in quelle con livello di istruzione più basso.

“La ripresa delle normali attività scolastiche e non dopo la pandemia – sottolinea Mauro Ramigni, direttore del Servizio di Epidemiologia - dovrà innanzitutto contrastare la cronicizzazione di queste "cattive abitudini". Saranno pertanto necessari interventi che tengano conto sia degli aspetti legati al peggioramento degli stili di vita sia di quelli derivati dal deficit di socializzazione e dall'accrescimento delle diseguaglianze socioeconomiche”.

 


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