11 aprile 2021

Treviso

Effetto Brexit: "A rischio 767milioni di export della Marca verso il Regno Unito"

L'allarme di Confartigianato: "Da aprile le stringenti regole doganali e le procedure burocratiche potrebbero mettere in difficoltà il mercato"

| Isabella Loschi |

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Brexit

TREVISO - Tempi dilatati e code per operazioni doganali, nuove norme sull’origine, burocrazia e costi nascosti. La Brexit mette a rischio l’export della Marca, un mercato che nel 2020 ha superato i 767 milioni di euro. Nessun’altra provincia ha fatto meglio in Veneto.

Da circa un mese la Manica è più stretta per l’import della Ue dalla Gran Bretagna a causa delle nuove procedure burocratiche. E da aprile, quando scatteranno i controlli anche per l'import, la situazione potrebbe peggiorare anche per l’export made in Veneto, mettendo in pericolo una bella fetta degli oltre 2.9 miliardi di euro esportati nell’anno della pandemia e soprattutto i 2.350 milioni di euro di saldo commerciale positivo che la nostra Regione vanta nei confronti dell’Inghilterra pari al 1,6% del Pil veneto.

Ad esprimere forte preoccupazione è la Confartigianato Marca trevigiana: “La situazione è preoccupante su più fronti: da quello logistico, con l’eurotunnel che viaggia a rilento e il sistema doganale inglese che sta soffrendo sotto il carico del nuovo lavoro, a quello informatico, con il disallineamento tra sistemi Ue e Uk”, mette in guardia il presidente Vendemiano Sartor. “A questo si aggiungono nuovi costi più o meno occulti del sistema di sdoganamento, fino allo spettro del cambio di formula sugli accordi di gestione del trasporto e delle pratiche doganali con nuovi oneri a carico delle imprese. Il nodo è proprio nei trasporti dato che l’88,3% delle merci italiane verso l’Uk viaggiano su gomma. Vanno individuate procedure più snelle”.

La partita è strategica per la provincia di Treviso che guida l’export veneto verso il Regno Unito. I dati consolidati da gennaio a settembre 2020 confermano questa leadership: oltre 575 milioni di euro di export con saldo commerciale che supera i 520 milioni di euro. La proiezione su tutto il 2020 conferma questo trend positivo, con un saldo commerciale fissato a 694 milioni di euro. Un mercato che però ora rischia una preoccupante contrazione, che andrebbe ad aggiungersi alle difficoltà della pandemia. “Non dimentichiamo - ammonisce Sartor - che sulla competitività delle nostre imprese influisce anche l’apprezzamento dell’euro sulla sterlina registrato nel corso del 2020, +23% a gennaio 2021 sul valore alla date del referendum inglese del 2015”.

Purtroppo, il Covid-19 ha lasciato un segno pesante anche sull’export verso il Regno Unito. Nel 2020 le esportazioni venete sono diminuite del -21%, quasi il doppio rispetto al calo italiano (-11,9%) per un calo di 760 milioni di euro, performance peggiore rispetto al -11,2% delle vendite regionali verso tutti i paesi extra Ue.

 


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