22 aprile 2021

Treviso

"Effetti prevedibili, bastava vaccinare un numero massimo di insegnanti"

Cisl e Uil apprezzano la decisione di avviare immediatamente la campagna vaccinale per il personale scolastico anche se...

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

TREVISO - Sugli insegnanti “scottati” dalla somministrazione del vaccino Astrazeneca nell’ultimo fine settimana, la cui esperienza di “cavie” starebbe inducendo molti altri colleghi a non partecipare al prosieguo della campagna vaccinale, si sta discutendo non solo nell’ambiente scolastico. Ieri alcune assemblee sindacali, in precedenza convocate e su altri ordini del giorno, hanno virato sul tema.

“Il primo aspetto da sottolineare è che come Cisl Scuola siamo soddisfatti che sia stata attivata speditamente la campagna di vaccinazione per il personale scolastico, categoria esposta al rischio di contagio soprattutto adesso che si è rientrati in classe. I problemi legati alle assenze di questi giorni si ripetono ogni anno nelle scuole nel periodo dell’influenza. L’incidenza degli effetti collaterali delle vaccinazioni era stata evidenziata dalla Ulss, così come la possibile sintomatologia” – commenta Lorella Benvegnù, segretaria della Cisl scuola di Treviso e Belluno. Gli effetti erano dunque attesi e forse sarebbe stata opportuna una migliore organizzazione, ad esempio vaccinando un numero massimo di insegnanti per scuola, in modo da garantire le lezioni senza intoppi: “Evidentemente la necessità di fare questa operazione rapidamente raggiungendo un numero importante di persone, ha fatto perdere di vista questo aspetto. Ad ogni modo, questi disagi non fanno che ribadire l’importanza del sistema-scuola. Parliamo di un servizio essenziale che ha un polmone di riserva molto stretto, quindi quando mancano più insegnanti contemporaneamente, o si ricorre a qualcuno che fa ore eccedenti rispetto al suo turno oppure ci si trova in difficoltà, perché non ci sono risorse a disposizione per sopperire”.

Giuseppe Morgante, che guida la Uil scuola sia a livello regionale che provinciale va – come si suol dire – con i piedi di piombo. Ammette alcune contraddizioni in questa campagna di vaccinazione ma d’altro canto non vuole nemmeno entrare nella diatriba: “vaccino buono-vaccino scadente” come si sente menzionare da qualche giorno a questa parte: “Sarebbe un’operazione scellerata una immunizzazione di massa che non perseguisse lo scopo di preservare dal contagio il maggior numero di persone”. E se la vaccinazione sta procedendo ancora a rilento per gli ottantenni, molto del personale scolastico con patologie si sta chiedendo perché quando verrà convocato e soprattutto perché non ha potuto godere di una precedenza.

 


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